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Eroe per un giorno: delegato CAB sventa truffa immobiliare da 180mila euro

Una storia a lieto fine con protagonista un giovane immigrato

Pubblicato da: Nicola Lucarelli | Mar, 10 Febbraio 2026 - 09:23
guardia di finanza

Un gesto rapido e determinante ha evitato una perdita enorme a un giovane immigrato a Bologna. Alessandro Delle Fontane, delegato CAB di origine bitontine, ha scoperto una truffa immobiliare che avrebbe potuto costare cara a Mohammad, circa 180mila euro. Il ragazzo stava versando decine di migliaia di euro in nero a un fantomatico venditore di case, per un immobile che in realtà non esisteva. Grazie all’intuito e alla prontezza di Alessandro, il truffatore è stato arrestato dalla Guardia di Finanza.

Alessandro, come hai scoperto la truffa?
«Mohammad mi ha raccontato che gli avevano chiesto 30mila euro in nero come caparra e altri 6mila euro al mese da gennaio ad aprile. Tutto sarebbe dovuto partire come un contratto normale di compravendita, ma qualcosa mi puzzava. Gli ho detto: fammi conoscere questo venditore e portalo in negozio».

Cosa hai notato quando l’hai incontrato?
«Mi sono recato da lui e l’ho conosciuto di persona. Mi ha fatto vedere un contratto che in apparenza era valido, ma mancavano i dati catastali e altre informazioni fondamentali. Inoltre, quando ho chiesto le ricevute dei pagamenti già effettuati, ha continuato a rimandare, dicendo che le avrebbe date solo dopo il completamento delle rate e il passaggio dal notaio. A quel punto ho capito che la cosa era davvero sospetta».

Cosa hai fatto dopo?
«Ho fatto recare Mohammad da un avvocato, che ha confermato i miei sospetti: l’uomo stava cercando di vendere una casa popolare a Bologna completamente a nero, senza contratto e senza garanzie, per un totale di 180mila euro».

E come si è conclusa la vicenda?
«Ci siamo organizzati con l’agenzia immobiliare e lunedì scorso, proprio mentre il truffatore stava per ricevere gli ultimi 6mila euro, la Guardia di Finanza lo ha fermato all’ingresso del negozio e lo ha portato in carcere».

Hai voluto proteggere l’identità della vittima?
«Sì, non vogliamo diffondere il cognome. Per semplicità lo chiameremo solo Mohammad».

La prontezza di Alessandro ha così evitato che Mohammad perdesse una somma ingente e ha messo fine a una truffa che avrebbe potuto ingannare altri cittadini. Un intervento che dimostra quanto sia importante l’occhio attento di chi opera a tutela dei cittadini, soprattutto nelle situazioni più vulnerabili.

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