Svolta a distanza di 23 anni nell’omicidio di Danilo Abiuso, 22 anni, ucciso la sera del 14 novembre 2003 a Valenzano, nel Barese. I carabinieri del Comando provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di due persone accusate, a vario titolo, di omicidio premeditato in concorso aggravato dal metodo mafioso e dalle condizioni di minorata difesa.
Secondo gli inquirenti, il delitto si inserisce nella guerra di mafia che nei primi anni Duemila contrapponeva il clan Di Cosola ai rivali del clan Strisciuglio. Tra gli arrestati figura anche il presunto reggente del clan Di Cosola, organizzazione attiva nel territorio di Bari e provincia.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica – Dda di Bari e sviluppate in più fasi dal Nucleo investigativo dell’Arma attraverso osservazioni, pedinamenti, attività tecniche e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, avrebbero consentito di ricostruire movente e modalità dell’agguato, riaprendo un cold case rimasto irrisolto per oltre due decenni.
La sera dell’omicidio la vittima, originaria di Bari e ritenuta vicina agli Strisciuglio, era appena salita a bordo della propria auto, in pieno centro a Valenzano, mentre parlava al telefono. Approfittando della sua distrazione, e dunque delle condizioni di minorata difesa, gli indagati avrebbero esploso almeno otto colpi di pistola calibro 22, provocandone il decesso. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel corso del processo, nel pieno contraddittorio tra accusa e difesa.