In Puglia il 2025 si chiude con un bilancio pesante sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. La regione rientra infatti tra quelle classificate in zona rossa dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, con un’incidenza di mortalità superiore del 25% rispetto alla media nazionale. Nel corso dell’anno, in Puglia si sono registrati 58 decessi in occasione di lavoro, un dato che colloca il territorio tra quelli più colpiti a livello nazionale.
Il quadro regionale si inserisce in un contesto nazionale altrettanto allarmante. Da gennaio a dicembre 2025 in Italia sono state 1.093 le vittime sul lavoro, tre in più rispetto al 2024. Di queste, 798 persone sono morte in occasione di lavoro, mentre 295 hanno perso la vita in itinere, nel tragitto tra casa e lavoro. Le regioni con il numero più alto di vittime restano Lombardia, Campania, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Sicilia e Lazio.
Secondo l’analisi dell’Osservatorio, il Mezzogiorno continua a mostrare le maggiori criticità. Oltre alla Puglia, risultano in zona rossa anche Basilicata, Campania, Umbria, Sicilia e Marche. In zona arancione figurano Liguria, Calabria, Piemonte e Veneto, mentre Lazio e Lombardia rientrano tra le regioni in zona bianca. “Il 2025 si chiude con numeri che ci ricordano quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”, ha commentato Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega. “Questa apparente stabilità rispetto al 2024 non deve far abbassare la guardia: ogni numero rappresenta una vita persa e conferma la necessità di investire in prevenzione e cultura della sicurezza”.
A livello settoriale, anche in Puglia come nel resto del Paese, il comparto più colpito resta quello delle Costruzioni, che a livello nazionale conta 148 decessi in occasione di lavoro, seguito da Attività manifatturiere (117), Trasporti e magazzinaggio (110) e Commercio (68). L’analisi per fasce d’età evidenzia come i lavoratori over 65 siano quelli più a rischio, con un indice di mortalità pari a 108,7 decessi per milione di occupati. Numericamente, però, la fascia più colpita è quella tra i 55 e i 64 anni, che conta 300 vittime in occasione di lavoro.
Preoccupano anche i dati relativi alle donne: nel 2025 98 lavoratrici hanno perso la vita, 12 in più rispetto all’anno precedente. In particolare, crescono i decessi in itinere, saliti a 52. Ancora più marcato il rischio per i lavoratori stranieri, che rappresentano circa una vittima su quattro: il loro indice di mortalità è più che doppio rispetto a quello degli italiani. Infine, aumentano anche le denunce di infortunio, passate da 589.571 del 2024 a 597.710 nel 2025 (+1,4%). Le segnalazioni arrivano soprattutto dai settori manifatturiero, edile e sanitario. I giorni più pericolosi restano il lunedì e il venerdì, che concentrano il maggior numero di infortuni mortali.
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