“Sono tanti 23 anni, ma la fiducia che la giustizia fosse fatta non è mai mancata.. Giustizia è fatta Danilo”. Così in un post la famiglia Abiuso in merito agli arresti per l’omicidio del 22enne a Valenzano. “In questo momento siamo affranti da un dolore misto a gioia, quella sensazione inspiegabile che non sai se affrontare saltellando da terra o crollando con un pianto liberatorio, in qualsiasi caso sappiamo che le nostre preghiere e la voglia di non mollare mai ,hanno avuto i loro effetti”.
Ieri i carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, con la quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di due persone, accusate a vario titolo dei delitti di omicidio premeditato in concorso aggravato dal metodo mafioso e dalle condizioni di minorata difesa, un cold case risalente a ben 23 anni fa: l’omicidio di Danilo Abiuso.
L’omicidio avvenne in pieno centro a Valenzano la sera del 14 novembre 2003 nel mentre la vittima, 22enne originario di Bari, all’interno del proprio veicolo, era a telefono con un’altra persona. Nella circostanza, approfittando della distrazione del giovane, dunque delle condizioni di minorata difesa, gli indagati hanno esploso nei suoi confronti almeno 8 colpi di pistola cal. 22, provocandone poi il decesso.
L’evento delittuoso, inquadrato all’interno di un più ampio contesto criminale, ha visto la partecipazione diretta di un appartenente al clan Di Cosola e di alcuni suoi parenti, all’epoca dei fatti giovani leve del sodalizio, coinvolti nella guerra di mafia avviata contro i membri del clan Strisciuglio.