La giunta Leccese ha dato il via libera alla legge 36 che prevede incentivi volumetrici per promuovere il recupero, la riqualificazione e il riuso del patrimonio edilizio esistente, nonché per incentivare interventi di edilizia residenziale sociale.
Tra gli incentivi previsti, al 15 per cento fissato dalla legge, si potrà aggiungere un 10 per cento in più di volumetrie in caso di riduzione di almeno due classi di rischio sismico dell’immobile e un altro 10 per cento se la destinazione del 35 per cento delle unità immobiliari è per affitti di lunga durata, per contrastare insomma il dilagare delle locazioni brevi che non stanno facendo altro che togliere dal mercato numerosi appartamenti in tutta la città. I bonus sono cumulabili, fino a raggiungere un massimo del 35 per cento in più di volumetrie.
Capitolo importante riguarda la procedura della monetizzazione, ossia la possibilità del privato che costruisce, di pagare un importo in denaro al Comune quando non è possibile reperire all’interno del lotto di intervento aree destinate a standard urbanistici (come per esempio verde pubblico o parcheggi) e quindi cederle al Comune (come richiesto dall’Ance), questa sarà vietata in tre municipi su cinque: nei municipi I (Murat, Libertà, Madonnella, Bari Vecchia, Japigia e Torre a Mare), II (Poggiofranco, Carrassi, Picone, San Pasquale, Mungivacca) e V (Palese e Santo Spirito). Saranno consentiti invece nei municipi III (San Paolo, San Girolamo, Fesca, Marconi) e IV (Carbonara, Ceglie e Loseto). Ora la 36 può arrivare direttamente in Consiglio comunale probabilmente già per marzo.