Un simbolo che per anni ha raccontato la forza e la bellezza della costa salentina oggi non c’è più. Il crollo dell’Arco dei Faraglioni di Sant’Andrea ha lasciato un vuoto non solo nel paesaggio, ma anche nell’immaginario collettivo di residenti e turisti. Sul posto è arrivato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, per un sopralluogo nell’area colpita, accompagnato dal sindaco di Melendugno, Maurizio Cisternino, e dal presidente di Confimprese Demaniali, Mauro Della Valle.
Lo scenario che si è presentato davanti agli occhi delle istituzioni è quello di una ferita aperta lungo uno dei tratti più suggestivi della costa adriatica salentina. L’arco naturale, diventato negli anni una delle immagini-cartolina del territorio, non ha resistito alla violenza delle ultime mareggiate. A incidere in modo determinante sarebbe stata anche la coda del ciclone Ciclone Oriana, che ha investito il Sud Italia prima di dirigersi verso i Balcani, aggravando un processo di erosione già in atto.
“Abbiamo perso uno degli elementi identitari della nostra regione, un elemento simbolico. Perdiamo un grande attrattore turistico – ha detto Decaro -. Purtroppo sono i processi della natura che spesso vengono accelerati da fenomeni meteorologici, come la coda del ciclone Oriana che ha colpito il sud Italia e che ora si sta spostando sui Balcani”.
Non è solo una questione paesaggistica. Il presidente di Confimprese Demaniali ha richiamato l’attenzione sullo stato degli arenili della costa jonica del Salento, sottolineando come l’erosione stia mettendo in difficoltà stabilimenti e attività legate al turismo balneare. Un problema che si trascina da anni e che, secondo gli operatori, richiede interventi strutturali e non più rinviabili.
“L’impegno che dobbiamo prendere tutti – ha detto il governatore – è quello di cercare di rallentare questi fenomeni preservando la costa. Questo peraltro è un tratto di costa interessato anni fa da lavori, ma non è servito a niente. Proveremo ad aiutare i Comuni anche con le strutture regionali perché capisco che per un Comune, anche se riceve finanziamenti, diventa più complicato poter riuscire a fare la progettazione e l’esecuzione delle opere su alcuni interventi particolarmente complicati da realizzare e che hanno bisogno di tante autorizzazioni. Esistono strutture regionali che possiamo mettere a disposizione dei Comuni, perché il tema è anche di natura organizzativa”.
Il nodo, dunque, non riguarda soltanto le risorse economiche, ma anche la macchina amministrativa e i tempi delle autorizzazioni. Un passaggio che Decaro conosce bene per esperienza diretta.
“Ho fatto il sindaco fino a due anni fa – ha concluso – e so bene cosa significa passare da una serie di autorizzazioni per interventi di consolidamento della costa. Da un lato, quindi, sosterremo i Comuni finanziariamente e col supporto tecnico e dall’altro lato, magari con un unico tavolo, a cui far sedere tutti gli attori che devono dare le autorizzazioni e agevolare l’iter autorizzativo per gli interventi”.
La caduta dell’arco riaccende così il dibattito sulla fragilità delle coste pugliesi e sulla necessità di una strategia condivisa tra enti locali e Regione. Intanto, tra i visitatori che continuano ad affacciarsi sul tratto di mare di Sant’Andrea, resta lo stupore per un paesaggio che, nel giro di poche ore, è cambiato per sempre.