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Barletta, scarti tessili in strada e operai in nero: smascherata azienda calzaturiera. Blitz della Finanza

Sospesa l'attività - VIDEO -

Pubblicato da: redazione | Mer, 4 Marzo 2026 - 08:57
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Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale Barletta Andria Trani, coordinati dalla Procura della Repubblica di Trani, partendo da una segnalazione dell’Amministrazione comunale di Barletta, hanno acclarato l’abbandono di rifiuti da lavorazione in numerosi punti della città da parte di un’azienda tessile del posto, verificando peraltro la presenza al suo interno di numerosi lavoratori in nero che operavano in assenza di qualsiasi misura per la loro salute e sicurezza.

Nei primi giorni di febbraio la società in house dei servizi Ambientali del Comune di Barletta ha segnalato alla Guardia di Finanza diffusi e ripetuti casi di abbandono incontrollato di rifiuti, verosimilmente scarti di lavorazione di calzature e tessili, racchiusi in grandi sacchi neri di plastica. Per risalire all’identità dell’azienda, i Finanzieri del Gruppo Barletta hanno raccolto alcuni indizi tra gli scarti di lavorazione abbandonati in più punti della città; indizi sulla base dei quali hanno informato tempestivamente la Procura della Repubblica di Trani per le valutazioni sul piano penale delle condotte denunciate e rilevate.

La Procura della Repubblica di Trani ha avviato il procedimento penale, ipotizzando il reato di gestione di rifiuti non autorizzata e abbandono di rifiuti non pericolosi, ha delegato i Finanzieri ad eseguire ogni possibile approfondimento presso l’azienda calzaturiera, alla ricerca di cose o tracce riferibili ai reati contestati.

In particolare, la Procura di Trani ha disposto, con proprio decreto, la perquisizione dei luoghi in cui veniva svolta l’attività manifatturiera, delegando la Guardia di Finanza per l’esecuzione: è così emerso che l’azienda non aveva mai istituito il registro di carico e scarico rifiuti, né aveva mai ottemperato all’obbligo di iscrizione al registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei medesimi.

Alcuni elementi rinvenuti tra gli scarti della lavorazione, confrontati e abbinati con quelli rivenuti all’interno dei sacchi abbandonati in città, hanno permesso di avvalorare, in prima analisi, la tesi investigativa.

All’interno dei locali aziendali sono stati altresì censiti n. 11 lavoratori in nero, esposti a gravi rischi di salute e sicurezza, data la totale assenza di adeguate misure di sicurezza sui luoghi di lavoro, come constatato dal competente ausilio del Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro – SPESAL – di Barletta, che ha disposto la sospensione dell’attività operativa dell’azienda, nelle more di un eventuale totale adeguamento alle regole violate in materia.

L’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, ed eseguita dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Barletta, si inserisce nel più ampio contesto dell’attività di prevenzione e contrasto della Guardia di Finanza a tutte quelle pratiche illegali e di concorrenza sleale che arrecano danni all’intero sistema economico, sottraendo risorse preziose all’Erario da destinare ai servizi pubblici, minando gli interessi dei lavoratori, talvolta sfruttati, e compromettendo la leale e sana competizione tra imprese.

È necessario ricordare che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.

 

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