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Migranti come merce di scambio, da Bari l’affondo di Satriano: “Basta con questo ricatto”

L'arcivescovo di Bari-Bitonto chiude l'incontro nazionale di Azione Cattolica con un appello

Pubblicato da: redazione | Dom, 2 Agosto 2026 - 11:17
emiliano manna san nicola satriano

Le giornate di confronto e ascolto che hanno riunito a Bari le presidenze diocesane e le delegazioni regionali dell’Azione Cattolica Italiana si sono chiuse con un appello diretto sul tema delle migrazioni nel Mediterraneo. Al termine della quattro giorni dell’incontro nazionale “Orizzonti Mediterranei”, l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, ha voluto collegare il lavoro dell’assemblea a quanto sta accadendo in questi giorni alle frontiere d’Europa.

“Le vicende di questi giorni, dalle drammatiche immagini provenienti da Ceuta alle crescenti tensioni che attraversano le frontiere d’Europa, ci ricordano che non possiamo abituarci a una politica che, in nome di un presunto disumano ragionevole, consideri le persone semplici strumenti di pressione geopolitica”.

Secondo l’arcivescovo, l’esperienza vissuta in questi giorni ha avuto un valore che va oltre il semplice momento di incontro. “Sono stati giorni di ascolto, di confronto e di fraternità – dice Satriano – che hanno confermato il Mediterraneo non come un confine che divide, ma come uno spazio di incontro nel quale il Vangelo continua a interrogare la storia”.

Satriano si è poi soffermato sul tema del controllo dei flussi migratori, usato come strumento di pressione tra gli Stati. “Il ricatto esercitato attraverso il controllo dei flussi migratori – continua l’arcivescovo di Bari – rivela tutta la fragilità di un modello che rischia di sacrificare la dignità umana agli equilibri del potere”. L’arcivescovo ha ricordato che un migrante “non è un peso da sopportare, ma una possibilità di crescita umana, culturale e spirituale”, perché “ogni volto custodisce una storia, ogni storia una speranza che chiede di essere riconosciuta”.

Per Satriano la questione migratoria non può essere ridotta a una sola dimensione. “La questione migratoria – continua – non può essere affrontata soltanto come un problema di sicurezza o di gestione dei confini”, in quanto “interpella la coscienza dell’Europa e domanda politiche nuove, lungimiranti e condivise, capaci di coniugare legalità, accoglienza, cooperazione internazionale e sviluppo dei popoli”. Da qui l’appello lanciato al termine dell’incontro: “Da Bari – aggiunge l’arcivescovo – desideriamo rilanciare un appello perché il mare torni a essere luogo di comunione e non di morte, di cooperazione e non di contrapposizione”.

A chiudere la riflessione, un passaggio sul senso più profondo dell’impegno della Chiesa in questo ambito. “La pace, la giustizia e la fraternità non nasceranno dall’innalzare muri sempre più alti, ma dal costruire relazioni più vere e responsabili”, conclude Satriano sottolineando il “contributo che la Chiesa desidera offrire al nostro tempo”, ovvero “custodire la dignità di ogni persona e alimentare la speranza di un Mediterraneo finalmente riconciliato, dove nessuno sia straniero e tutti possano sentirsi fratelli”.

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