Consumi ancora in affanno e timori per l’economia locale. È l’allarme lanciato da Confcommercio Bari-BAT e Confcommercio Puglia alla luce dei dati sulla produzione industriale diffusi dall’Istat, che delineano un quadro ancora fragile. “La debolezza dei consumi continua a rappresentare il principale elemento di criticità per l’economia e rischia di ripercuotersi in modo diretto su commercio e servizi”, sottolinea l’associazione di categoria, evidenziando le possibili ricadute sul tessuto economico territoriale.
Nel dettaglio, a febbraio la produzione industriale segna un lieve aumento dello 0,1% rispetto a gennaio, ma il bilancio del trimestre dicembre-febbraio resta negativo, con un calo dello 0,4%. A pesare sono soprattutto i beni di consumo e il comparto energetico, mentre mostrano segnali di crescita i beni strumentali legati agli investimenti. “Il calo dei beni di consumo è un segnale che non possiamo sottovalutare – spiega il presidente di Confcommercio Bari-Bat e Puglia, Vito D’Ingeo – perché riflette una domanda interna ancora fragile. Quando le famiglie riducono la spesa, il primo impatto si registra proprio sul commercio e sui servizi”.
Secondo Confcommercio, la timida ripresa dell’industria non è sufficiente a trainare l’economia nel suo complesso. “Manca un vero rilancio dei consumi – prosegue D’Ingeo – e senza questo elemento anche i segnali positivi provenienti da alcuni comparti rischiano di restare isolati”. Un quadro che, per l’associazione, impone attenzione e interventi mirati per sostenere la domanda interna e rilanciare i settori più esposti, a partire dal commercio e dai servizi, considerati l’ossatura dell’economia locale.
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