La data di fine cantiere è stata cancellata e sovrascritta: 28 gennaio 2026. Così si legge adesso sul cartello affisso all’esterno del palazzetto dello sport di San Pio, se non fosse che siamo a maggio e, anche quella consegna, che sapeva tanto “di promessa” per i moltissimi atleti che frequentano il luogo, “è stata infranta”. Sono tante le segnalazioni che arrivano, molte dai genitori, che si interrogano sul futuro dello sport nel quartiere, ma soprattutto speravano di poter permettere ai propri figli, sia essi praticanti di basket, sia di pallavolo, di poterci rimettere piede almeno a inizio primavera, periodo in cui, secondo quanto scritto nero su bianco in un comunicato del Comune pubblicato in data 3 dicembre si sarebbero dovute concludere le operazioni di verifica e il collaudo di tutto l’impianto “In linea con la tempistica imposta dal finanziamento PNRR”.
Oggi però quelle tempistiche risultano ulteriormente dilatate e a fare da ostacolo ci sarebbero altre problematiche, tra queste questioni relative ai fori realizzati per i pali che dovranno sostenere la rete di pallavolo che non coincidono con quelli utilizzati negli ultimi anni dalle associazioni. Sul caso è intervenuto l’assessore ai Lavori Pubblici, Domenico Scaramuzzi, evidenziando che, anche la risoluzione di questo problema non cambierebbe i fatti: per accedere al palazzetto bisognerà attendere il collaudo. “Il problema c’è e lo stiamo risolvendo, non entrano i bussolotti dei pali nei buchi che stanno sotto il parquet perché nel tempo sono stati acquistati pali nuovi che hanno un diametro diverso – spiega Scaramuzzi – è un tecnicismo e lo risolveremo a breve. Questo però, specifichiamo, non c’entra nulla con la data di ingresso nel palazzetto, quella avverrà quando avverranno tutte le operazioni di collaudo e di contabilità delle opere fatte dall’impresa. Per assurdo, se si tengono i pali non montati per un altro mese non cambia niente, perché le operazioni di collaudo seguono un iter che non c’entra nulla con il montaggio della rete. Poi è ovvio che bisogna accelerare e cercare di risolvere il problema, ed è quello che sto cercando di fare. In questi giorni non c’è il direttore dei lavori che può materialmente ordinare di fare le cose. Ho chiesto ai collaboratori del suoi ufficio di indicare subito a un fabbro e a un operaio la risoluzione del problema però non c’entra nulla con i tempi di apertura del palazzetto, ribadisco che questi dipendono dal collaudo delle opere fatte che hanno un cronoprogramma che sta andando avanti”, conclude.
Parole che non placano il malcontento. “I lavori dovevano essere già conclusi – spiegano i genitori – l’attesa sta diventando troppo lunga, sono iniziati nel 2024, non ce la facciamo più. E’ stato un anno devastante per noi, figuriamoci per le associazioni che si sono sobbarcate costi per sostenere le spese degli altri palazzetti. Avevano detto che a marzo sarebbe stato pronto e collaudato, che non gli venga in mente di organizzare un’inaugurazione, sarebbe solo di facciata, si facessero vedere nel quartiere ogni giorno e venissero a vedere con i loro occhi quanta fatica facciamo e quanto l’assenza di questo spazio stia facendo venire meno il diritto allo sport in un quartiere che ha bisogno di punti di riferimento come questi”, concludono.