“Nessun sindaco ha sospeso l’utilizzo del taser per ragioni ideologiche. Quelle del ministro Salvini sono polemiche fuori luogo”. Così il sindaco di Bari Vito Leccese è intervenuto nel dibattito sull’utilizzo del taser da parte delle Polizie Locali, rispondendo alle dichiarazioni del ministro Matteo Salvini. Leccese ha parlato a margine dell’inaugurazione della nuova sala d’attesa del casellario giudiziario del Tribunale di Bari, sottolineando come il tema della sicurezza urbana non possa essere ridotto a uno scontro politico.
“I sindaci fanno i conti ogni giorno con una realtà fatta di organici insufficienti ed equipaggiamenti spesso vetusti o carenti – ha dichiarato – sarebbe più utile ragionare insieme su come colmare questi gap, piuttosto che individuare responsabilità nei Comuni”. Il primo cittadino ha evidenziato come da anni gli amministratori locali chiedano maggiori strumenti di tutela per gli agenti di Polizia Locale, citando “presidi tattico-difensivi come bastone distanziatore e spray al peperoncino”, oltre a formazione e interoperabilità con le altre forze dell’ordine.
Sul taser, invece, Leccese ha invitato a una valutazione più approfondita: “La proposta del taser merita una riflessione seria, che tenga conto anche dei casi di decessi e delle criticità emerse in seguito al suo utilizzo”. Secondo il sindaco di Bari, inoltre, gli agenti delle Polizie Locali non dispongono delle stesse tutele previdenziali, assicurative e legali garantite agli operatori della Polizia di Stato. “La sperimentazione oggi prevista riguarda appena due dispositivi per Comune: è difficile sostenere che da questo dipenda il livello di sicurezza delle nostre città. Prima di aprire polemiche sui sindaci completiamo insieme le riforme attese da decenni e mettiamo i Comuni nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio ruolo. Polemizzare su altro oggi mi sembra francamente inutile”, ha concluso Leccese.