Volontari della Protezione civile al limite in Puglia e rischio stop ai servizi antincendio a partire dal 15 luglio. A denunciarlo sono i sei coordinamenti provinciali pugliesi, che parlano di una situazione ormai insostenibile per le associazioni impegnate nella campagna Anti-Incendio Boschivo. Secondo quanto riferito dal Coordinamento provinciale del volontariato di Protezione civile di Bari, i capitoli di bilancio destinati ai rimborsi spese, tra carburante e costi vivi sostenuti durante gli interventi, sarebbero stati azzerati. Una condizione che, denunciano i volontari, sta mettendo in difficoltà oltre 200 associazioni attive sul territorio regionale.
Dall’inizio della campagna estiva fino al 10 luglio, in Puglia sarebbero stati registrati oltre 1.100 incendi di vegetazione, circa 150 in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Più della metà degli interventi, secondo i coordinamenti, sarebbe stata gestita in autonomia dai volontari, spesso chiamati anche a compensare le carenze di organico dei Vigili del Fuoco. Il nodo principale resta quello dei rimborsi. Le associazioni, da giugno, stanno percorrendo migliaia di chilometri per garantire presidio, prevenzione e interventi sul territorio, ma lamentano l’assenza di certezze sulle risorse necessarie a coprire le spese sostenute.
“La responsabilità non può essere a senso unico”, denunciano i coordinamenti provinciali, chiedendo rassicurazioni e stanziamenti immediati da parte del governo regionale. In assenza di risposte, dal 15 luglio le attività nell’ambito della campagna Anti-Incendio Boschivo saranno sospese. Una decisione che i volontari definiscono estrema, ma inevitabile senza garanzie economiche e tutele adeguate. “Vogliamo continuare a proteggere la nostra terra, ma abbiamo bisogno di dignità e tutele”, è l’appello lanciato dal volontariato pugliese, in una fase particolarmente delicata della stagione estiva, segnata da alte temperature e da un rischio incendi in aumento.