Il nuovo bando per l’ex Mitiladriatica di Santo Spirito accende il dibattito tra i residenti del quinto Municipio. La decisione del Comune di Bari di ampliare le destinazioni d’uso dell’immobile demaniale, prevedendo anche la possibilità di realizzare alloggi a pagamento per soggiorni brevi, ha sollevato critiche e preoccupazioni tra cittadini e comitati, soprattutto sui social. Al centro della polemica c’è il futuro di uno dei ruderi presenti lungo la costa barese, da anni in stato di degrado. La giunta comunale, su proposta dell’assessore allo Sviluppo locale e alla Blue economy Pietro Petruzzelli, negli scorsi giorni ha approvato la delibera che aggiorna gli indirizzi per il nuovo bando di concessione dell’ex impianto Mitiladriatica. Il provvedimento arriva dopo diversi tentativi di affidamento andati deserti.
L’amministrazione, in accordo con l’Agenzia del Demanio, ha scelto quindi di allargare le funzioni ammissibili. Accanto alle attività turistico-ricreative, diverse da stabilimento balneare e spiaggia libera con servizi, il nuovo indirizzo consentirà anche l’ospitalità turistica per soggiorni temporanei a pagamento. La concessione potrà avere una durata fino a un massimo di 20 anni, così da rendere sostenibili gli investimenti necessari al recupero della struttura.
Una prospettiva che però non convince molti residenti, che temono una nuova privatizzazione di fatto di un tratto di costa e chiedono interventi orientati alla fruizione pubblica, al verde, allo sport e all’accesso libero al mare. “Il mare è di tutti. Quante volte avete sentito recitare questo ritornello? Chiacchiere”, scrive un cittadino sui social. “Bonificare e restituire un pezzo meraviglioso di costa ai cittadini sarebbe stata la cosa più giusta. Invece no, ancora cemento. Provate a immaginare Mitiladriatica e la Barcaccia bonificate, attrezzate per fare sport, con verde di qualità e accesso al mare per tutti. Invece cemento e ancora cemento”. C’è chi solleva dubbi anche sul rapporto tra Comune e Demanio. “Il problema sta nella competenza zoppa del Comune”, osserva un cittadino. “Il Demanio, cioè lo Stato, dice al Comune che se la deve vedere lui per le concessioni, ma non può deciderne che farne. Se non è possibile abbatterlo perché il Demanio non autorizza, forse la concessione per una struttura ricettiva non è il padre di tutti i mali, ma magari un modo per non avere il rudere fra i piedi. I dubbi sono molti su tutta la questione”.
Altri interventi sono più duri. “Quindi il Demanio impedisce di demolire il rudere, la cui struttura in ferro e cemento è corrosa dalla salsedine, dal tempo e dall’incuria, e poi sulla stessa struttura si potrà realizzare quanto scritto dall’assessore? Davvero credono che i cittadini del quinto Municipio siano tutti incapaci di intendere?”, scrive un altro residente, richiamando anche precedenti concessioni lungo il litorale e auspicando “una reazione di massa” contro quello che viene percepito come un nuovo arretramento dello spazio pubblico. Non mancano poi le perplessità sulla sostenibilità economica dell’operazione. “I vincoli che mette il Demanio non convengono a nessun imprenditore”, si legge in un altro commento. “Per i ruderi abbattuti il concessionario dovrebbe ricostruire, con tutti gli allacciamenti a sue spese, per un progetto ventennale di cui le sorti sono una roulette. Quindi adesso se ne escono che quei ruderi non si possono abbattere, si procede alla modifica di destinazione d’uso e ne gioverà qualche albergatore”.
Di fronte alle critiche, l’assessore Petruzzelli è intervenuto per spiegare le ragioni della scelta dell’amministrazione. L’ex Mitiladriatica, ha chiarito, è un rudere demaniale di proprietà dello Stato e, come altri immobili lungo la costa, l’Agenzia del Demanio non ha mai autorizzato il Comune all’abbattimento. “Abbiamo pubblicato diversi bandi per riqualificarlo come ristorante o lido, ma mai nessun imprenditore ha ritenuto interessante l’investimento”, ha spiegato Petruzzelli. “Per questo il rudere è rimasto nello stesso stato di degrado”. Da qui la scelta di ampliare la destinazione d’uso, anche alla luce della crescita del turismo in città. “A breve pubblicheremo un bando per trasformare l’ex Mitiladriatica in posti letto per turisti, con una concessione che durerà 20 anni, il massimo previsto dalla legge”, ha aggiunto l’assessore, precisando che l’operazione avverrà “senza aumentare la volumetria esistente”.
Secondo Petruzzelli, la nuova impostazione potrebbe intercettare l’interesse di imprenditori disposti a investire nella riqualificazione della struttura abbandonata. “Se dovesse andar bene, faremo la stessa operazione per tutti gli altri ruderi della costa”, ha dichiarato. La vicenda, però, resta aperta. Da una parte l’amministrazione sostiene che il cambio di indirizzo sia l’unico modo concreto per superare anni di degrado e bandi deserti. Dall’altra, una parte dei residenti teme che la valorizzazione turistica si traduca in una nuova sottrazione di spazio pubblico lungo una costa già segnata da concessioni, ruderi e accessi difficili al mare. Il nodo, ancora una volta, è tutto nella domanda che attraversa Santo Spirito e il litorale nord di Bari, compreso Palese: “Recuperare i manufatti abbandonati significa metterli a reddito per attrarre investimenti privati o restituire pezzi di costa alla fruizione collettiva?”, concludono i cittadini.
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