Cinque beni confiscati alla criminalità organizzata saranno restituiti alla città attraverso progetti di interesse sociale. È online sul sito istituzionale del Comune di Bari l’avviso predisposto dal Settore Gestione del Patrimonio per la concessione in uso gratuito degli immobili, già trasferiti al patrimonio indisponibile dell’amministrazione comunale.
L’iniziativa, promossa dalla ripartizione Patrimonio, si inserisce nel percorso previsto dal Codice antimafia e punta a trasformare beni sottratti alla criminalità in spazi di inclusione, partecipazione, solidarietà e sviluppo sociale. Il bando è rivolto a enti, associazioni e altri soggetti senza scopo di lucro individuati dall’articolo 48 del decreto legislativo 159 del 2011. I partecipanti potranno candidarsi alla gestione di uno dei cinque immobili presentando una proposta progettuale che tenga insieme la valorizzazione del bene e attività con ricadute positive per la comunità.
“Con la pubblicazione di questo avviso prosegue il percorso di restituzione alla collettività dei beni confiscati alla criminalità organizzata”, commenta l’assessore alla Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso. “Ogni immobile sottratto alle mafie rappresenta una conquista dello Stato, ma il suo valore si realizza pienamente solo quando torna a vivere attraverso attività capaci di produrre inclusione, partecipazione, servizi e opportunità per la comunità”. Gli immobili inseriti nell’avviso si trovano in diverse zone della città. Si tratta di un appartamento di circa 80 metri quadrati in via Pietro Oreste 9, al terzo piano di un condominio servito da ascensore; un appartamento di circa 100 metri quadrati in piazza San Pietro 22, al primo piano di uno stabile privo di ascensore; un compendio immobiliare in via delle Regioni 60, composto da due manufatti al piano terra di circa 23 e 27 metri quadrati e da un terreno pertinenziale di circa 3mila metri quadrati.
Nel bando rientrano anche un immobile di circa 27 metri quadrati al piano terra in via Murat 54 e un lotto in via Calefati 410-412, costituito da un locale commerciale di circa 24 metri quadrati con annesso box di circa 14 metri quadrati, al piano terra di un condominio. Le proposte saranno esaminate da un’apposita commissione, che valuterà la qualità dei progetti, gli interventi di recupero e riqualificazione previsti, la sostenibilità delle attività, la capacità di generare ricadute positive sul territorio e l’esperienza maturata dai soggetti partecipanti nella gestione di beni destinati a finalità sociali.
“Chiediamo alle realtà che, con competenza ed esperienza, vogliano trasformare questi beni in spazi di utilità sociale, non solo di recuperare e valorizzare gli immobili, ma soprattutto di immaginare progetti in grado di rispondere ai bisogni dei quartieri, coinvolgere i cittadini e generare relazioni, cultura e solidarietà”, aggiunge Grasso. La concessione avrà una durata massima di sei anni e sarà regolata da un’apposita convenzione. Gli interessati potranno effettuare sopralluoghi negli immobili secondo il calendario indicato nell’avviso pubblico.
“Il riuso sociale dei beni confiscati è uno degli strumenti più efficaci per affermare concretamente la cultura della legalità”, sottolinea ancora l’assessore. “Restituire questi patrimoni alla città significa dimostrare che ciò che è stato sottratto alla collettività attraverso attività criminali può diventare una risorsa condivisa, capace di produrre valore pubblico e nuove opportunità di crescita civile”. Le domande dovranno arrivare entro le ore 12 del 26 settembre 2026, secondo le modalità indicate nel bando. Avviso, elenco degli immobili, capitolato d’oneri e modulistica sono disponibili sul sito istituzionale del Comune di Bari e negli uffici della ripartizione Patrimonio, in largo Don Franco Ricci. “È questo l’obiettivo che la nostra amministrazione comunale continua a perseguire con convinzione”, conclude Grasso, “nella consapevolezza che la legalità si costruisce in primo luogo attraverso il protagonismo delle comunità”.