Le strade pugliesi registrano una netta riduzione degli eventi più gravi, ma il bilancio complessivo della sicurezza stradale evidenzia dinamiche ancora complesse. È quanto emerge dal nuovo “Rapporto sull’incidentalità stradale in Puglia nel 2025”, elaborato dal Centro Regionale di Monitoraggio e governo della Sicurezza Stradale (CReMSS) di ASSET su dati ISTAT. Se da un lato si riscontra un lieve aumento del numero totale di sinistri con lesioni (11.249 eventi, +2% rispetto al 2024), dall’altro l’indice di mortalità scende sensibilmente, passando dal 2,2% all’1,7%. Gli incidenti mortali si attestano a 177 (-19,9%), le vittime calano a 190 (-21,2%), mentre i feriti fanno segnare una leggera crescita arrivando a quota 17.217 (+1,2%).
Il dossier è stato presentato questa mattina alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Piemontese, del direttore generale di ASSET Elio Sannicandro, del responsabile del CReMSS Pierpaolo Bonerba e dell’assessora alla Vivibilità Urbana del Comune di Bari Carla Palone. I dati mostrano una forte concentrazione territoriale: la Città metropolitana di Bari detiene il primato per volume complessivo con 4.107 sinistri, 47 morti e 6.093 feriti. Foggia segue con 1.441 incidenti e 42 morti, registrando però il più alto indice di mortalità provinciale (2,9 decessi ogni 100 sinistri). Nelle altre province si contano 29 morti a Lecce, 27 a Taranto e Brindisi, e 18 nella BAT. La mortalità diminuisce in cinque province su sei, con picchi virtuosi a Taranto (-37,2%) e Lecce (-32,6%).
L’analisi temporale e strutturale svela i fattori di maggiore rischio. Agosto si conferma il mese più letale con 25 decessi, mentre la domenica è il giorno più pericoloso della settimana, registrando 38 vittime e un indice di letalità del 2,9%. Il fine settimana raccoglie da solo il 39,5% dei morti. La fascia oraria più drammatica è quella notturna tra le 3:00 e le 6:00, con un tasso di mortalità quattro volte superiore alla media regionale. Sotto il profilo infrastrutturale, pur avvenendo il 71,4% degli incidenti nei centri abitati, il 70,5% delle vittime si concentra fuori dalle città. Preoccupa la crescita dei decessi sulle strade urbane (+4,3%) e l’aumento degli investimenti di pedoni (+21,4% di vittime), unica categoria in controtendenza.
In merito ai mezzi e ai conducenti coinvolti, cresce del 6,5% l’incidenza dei giovani guidatori tra i 14 e i 29 anni, con un balzo del 12,2% per la fascia 14-17 anni su due ruote e monopattini. Gli incidenti con monopattini elettrici scendono (-13,8%), mentre salgono quelli legati alle bici elettriche (+22,4%). Resta determinante l’anzianità del parco circolante: oltre il 63% dei veicoli protagonisti di sinistri mortali è stato immatricolato prima del 2016. Tra le cause principali spiccano l’eccesso di velocità, la distrazione e il mancato rispetto delle precedenze. “La riduzione delle vittime è un risultato importante, ma 190 vite spezzate restano inaccettabili”, ha dichiarato l’assessore Raffaele Piemontese. “Continueremo a investire nelle infrastrutture e nella tecnologia per avvicinarci all’obiettivo zero vittime”.