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Stop al fotovoltaico selvaggio, la Corte Costituzionale salva i campi pugliesi: “Sì all’energia, ma sui tetti”

La Consulta blinda il decreto Agricoltura contro i pannelli a terra

Pubblicato da: redazione | Mer, 22 Luglio 2026 - 16:15
Foto Pxhere

Lo stop della Corte Costituzionale al fotovoltaico selvaggio rappresenta una decisione fondamentale per tutelare il suolo agricolo in una regione come la Puglia, dove gli impianti fotovoltaici a terra hanno già sottratto 758 ettari di terreni fertili alla produzione agricola. È quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base dei dati ISPRA sul consumo di suolo, commentando la sentenza della Consulta che conferma il divieto di installazione dei pannelli fotovoltaici a terra sui terreni agricoli previsto dal decreto Agricoltura e fortemente sostenuto da Coldiretti e Filiera Italia.

“L’agricoltura pugliese è chiamata a produrre cibo, tutelare il paesaggio e garantire la sicurezza alimentare. Per questo la sentenza della Corte Costituzionale rappresenta una vittoria per gli agricoltori e per tutti i cittadini, perché conferma che la transizione ecologica non può avvenire sacrificando il suolo agricolo, una risorsa limitata e non rinnovabile”, afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. “La transizione energetica è una sfida che condividiamo pienamente, ma deve essere compatibile con la produzione di cibo e con la tutela del territorio. Non si possono mettere in contrapposizione agricoltura ed energia”, sottolinea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.

Per Coldiretti Puglia, la sentenza della Consulta conferma la scelta di puntare su soluzioni realmente innovative, dagli impianti fotovoltaici installati sui tetti di stalle, capannoni e fabbricati rurali fino a un agrivoltaico sostenibile, con pannelli elevati da terra che consentano la coesistenza tra produzione di energia e attività agricola. In questa direzione un ruolo strategico può essere svolto anche dalle comunità energetiche, capaci di coniugare autosufficienza energetica e sviluppo dei territori rurali.

Si tratta di modelli virtuosi che, oltre a rispettare l’ambiente e salvaguardare il suolo agricolo, generano nuove opportunità di reddito per le imprese – conclude Coldiretti Puglia – migliorano la resilienza delle colture agli effetti dei cambiamenti climatici e contribuiscono alla valorizzazione del territorio. Un approccio integrato che unisce sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e sviluppo economico locale senza sottrarre altro terreno fertile alla produzione alimentare.

Foto Pxhere

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