Prima la telefonata del finto nipote, poi quella di un sedicente procuratore che avrebbe chiesto denaro per conto di un maresciallo dei carabinieri. È la modalità della truffa contestata a due giovani donne di 19 e 20 anni, entrambe della provincia di Napoli, arrestate e poste ai domiciliari con l’accusa di truffa aggravata ai danni di un anziano di Monte Sant’Angelo, nel Foggiano.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del tribunale di Foggia ed eseguita nei giorni scorsi dai carabinieri nei comuni di Sant’Anastasia e Acerra, al termine delle indagini coordinate dalla procura. La vicenda risale al 3 luglio 2025. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’anziano avrebbe ricevuto una telefonata sul numero fisso da parte di un uomo che, fingendosi suo nipote, gli avrebbe chiesto il numero di cellulare. Poco dopo, la vittima sarebbe stata ricontattata da un falso procuratore.
Quest’ultimo, sostenendo di agire per conto di un maresciallo dei carabinieri, avrebbe riferito all’uomo la necessità di pagare alcune presunte multe insolute. Convinto della veridicità del racconto, l’anziano avrebbe raccolto i monili in oro che custodiva in casa e 500 euro in contanti. Il denaro e i preziosi sarebbero poi stati consegnati a una giovane donna che, poco dopo, si sarebbe presentata nell’abitazione della vittima per ritirare quanto richiesto.
Le indagini avviate dai carabinieri hanno consentito di ricostruire la dinamica della truffa e di risalire alle presunte responsabili. Per le due giovani, destinatarie della misura cautelare, l’accusa è di truffa aggravata. La loro posizione resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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