Una rete stabile tra istituzioni e Terzo Settore per promuovere legalità, trasparenza amministrativa e cittadinanza attiva nei 41 Comuni dell’area metropolitana di Bari. È l’obiettivo del protocollo d’intesa “Accordi di Legalità”, presentato e sottoscritto il 27 luglio dalla Città Metropolitana di Bari insieme a Libera, Avviso Pubblico e Arci Bari-Bat.
Il progetto, finanziato dalla Città Metropolitana con uno stanziamento di 100mila euro, punta a rafforzare il rapporto tra amministrazioni e comunità locali attraverso un modello di governance partecipata. Al centro ci sono prevenzione dei fenomeni criminali, educazione alla legalità, formazione degli amministratori pubblici, valorizzazione dei beni confiscati e coinvolgimento dei cittadini, con particolare attenzione ai giovani e ai contesti più vulnerabili.
Alla presentazione sono intervenuti il sindaco metropolitano Vito Leccese, la consigliera metropolitana delegata alla Legalità, Contratti, Appalti e Antimafia sociale Dea Saulle, il consigliere delegato al Bilancio Michele Naglieri, il dirigente del Settore Promozione e Coordinamento dello Sviluppo Economico, Sociale e Culturale Raffaele Nicola Vitto, Gianluca Vurchio per Avviso Pubblico, don Angelo Cassano per Libera e Francesco Augelli per Arci Bari-Bat.
“La legalità risiede nel lavoro quotidiano con cui si costruisce una comunità capace di riconoscersi e di prendersi cura dei propri luoghi e delle proprie persone”, ha dichiarato Leccese. “Per questo motivo abbiamo deciso di investire negli Accordi di Legalità, costruendo un progetto insieme a Libera, Arci Bari-Bat e Avviso Pubblico, realtà che da anni sono accanto ai territori”.
Per il sindaco metropolitano, il cuore del progetto sono soprattutto le nuove generazioni. “La criminalità spesso cerca solitudini e spazi dimenticati, territori dove lo Stato e la comunità sembrano più lontani. La nostra risposta deve essere l’opposto: esserci, creare legami”, ha aggiunto. “Una scuola aperta, un bene confiscato restituito alla collettività, un quartiere animato, un’associazione che crea relazioni sono presidi di legalità”.
Il protocollo prevede la realizzazione di presìdi territoriali di legalità, l’istituzione di un Osservatorio metropolitano sulla legalità, iniziative sui beni confiscati, percorsi di formazione per amministratori locali, attività dedicate alla trasparenza amministrativa, animazione territoriale e coinvolgimento delle comunità. Il percorso si svilupperà attraverso sei fasi operative, con l’obiettivo di accompagnare i Comuni nella costruzione di una rete stabile di buone pratiche e strumenti di prevenzione sociale. “La legalità, prima ancora di essere un insieme di norme, è l’esaltazione dei valori più profondamente umani”, ha sottolineato Dea Saulle. “Con questo protocollo la Città Metropolitana sceglie di investire in una rete stabile tra istituzioni e Terzo Settore, affinché la cultura della legalità diventi un patrimonio condiviso in tutti i 41 Comuni del territorio”.
Il consigliere delegato al Bilancio Michele Naglieri ha evidenziato il valore concreto dello stanziamento. “La promozione della legalità non può restare soltanto un principio da affermare: deve tradursi in scelte amministrative e investimenti concreti”, ha detto. “Per questo la Città Metropolitana di Bari ha deciso di destinare 100mila euro a questo progetto”. Nel dettaglio, Avviso Pubblico si occuperà della formazione tecnica per gli amministratori locali e del monitoraggio della trasparenza, con incontri dedicati ad appalti pubblici, prevenzione della corruzione e infiltrazioni mafiose. Libera guiderà la mappatura e la valorizzazione dei beni confiscati e curerà gli incontri con i familiari delle vittime innocenti. Arci Bari-Bat coordinerà eventi itineranti, laboratori intergenerazionali, attività culturali, workshop artistici e percorsi di inclusione sociale tra periferie e centri storici.
“Questo è un progetto che guarda lontano”, ha affermato don Angelo Cassano, referente regionale di Libera. “Con dolore abbiamo assistito a episodi di violenza urbana che interrogano tutti. Noi lavoriamo a una risposta educativa, non soltanto preventiva e repressiva”. Per Cassano, il nodo riguarda anche la capacità di leggere il disagio giovanile e il fascino che la cultura mafiosa continua a esercitare in alcuni contesti. “Progetti come questo creano comunità nei territori, rafforzando relazioni, responsabilità e partecipazione”, ha aggiunto. L’obiettivo, ha concluso Francesco Augelli per Arci Bari-Bat, è costruire “una rete duratura, capace di consolidare buone pratiche sui territori e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità locali”.