Il Dna ha confermato che i resti rinvenuti il 2 luglio sulle coste libiche di Daryana, a est di Bengasi, sono di Mimmo Piepoli, il surfista 39enne di Erchie, in provincia di Brindisi, scomparso il primo maggio nelle acque di Porto Cesareo mentre praticava kitesurf. La conferma è arrivata dopo gli accertamenti genetici effettuati sul corpo recuperato in Libia. A darne notizia è stato il sindaco di Erchie, Giuseppe Margheriti, attraverso un post pubblicato sulla pagina social del Comune.
Per settimane la comunità di Erchie, insieme alla famiglia e agli amici del 39enne, ha seguito con apprensione gli sviluppi delle ricerche e poi l’attesa degli esami necessari a stabilire l’identità dei resti trovati oltre il Mediterraneo. A seguito della conferma, saranno ora avviate le procedure per il rimpatrio della salma, con il coordinamento del consolato italiano a Tripoli. Il sindaco Margheriti ha ringraziato tutte le autorità che in questi mesi si sono adoperate nelle attività di ricerca e nelle procedure successive al ritrovamento. “Rivolgo un pensiero alla famiglia e ai conoscenti tutti che hanno vissuto nella speranza di un epilogo positivo in tutte queste lunghissime settimane, tenendo il fiato sospeso nell’attesa dei risultati. Il mio sostegno e quello dell’intera amministrazione comunale non mancherà in questo momento di grande dolore”, ha scritto il primo cittadino. La notizia chiude nel modo più doloroso una vicenda iniziata il primo maggio, quando di Piepoli si erano perse le tracce durante un’uscita in mare a Porto Cesareo. Da quel momento erano partite le ricerche, proseguite tra speranza e angoscia fino al ritrovamento del corpo sulle coste libiche e alla successiva conferma dell’identità.
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