C’è un’Umbria che si mostra tra colline, borghi e campanili e un’altra che bisogna letteralmente cercare sotto terra. Narni appartiene a entrambe. Arroccata su uno sperone roccioso che domina la valle del Nera, l’antica Narnia è una città da percorrere lentamente, lasciandosi guidare da vicoli medievali, piazze, chiese e palazzi, prima di scendere nel suo sorprendente mondo sotterraneo. Ma Narni non finisce dentro le mura. Basta allontanarsi di pochi chilometri dal centro storico per incontrare abbazie immerse nel verde, testimonianze dell’ingegneria romana, sentieri nei boschi e le acque dalle sfumature smeraldo delle Gole del Nera. Una destinazione che permette di mettere insieme storia, natura e un pizzico di mistero anche in un solo weekend.
Il centro storico, viaggio nell’antica Narnia
Il modo migliore per conoscere Narni è partire dal suo centro storico e camminare. Lasciata l’auto al parcheggio del Suffragio, gli ascensori permettono di raggiungere Piazza Garibaldi, uno dei punti di riferimento per cominciare l’esplorazione della città. Da qui si entra in un intreccio di strade, scalinate e scorci che conservano ancora una forte impronta medievale. Tra le tappe principali c’è la Cattedrale di San Giovenale, dedicata al primo vescovo della città, con la cripta, l’altare maggiore e la cappella della Beata Lucia. Poco distante vale la pena cercare anche Via del Campanile, uno degli angoli più suggestivi e fotografati del borgo, mentre gli appassionati di arte e archeologia possono raggiungere Palazzo Eroli, sede del Museo della Città e del Territorio, con una pinacoteca e una sezione archeologica che raccontano il lungo passato di Narni.
Narni Sotterranea, il volto più misterioso della città
Se in superficie Narni racconta il Medioevo, sotto i suoi edifici si nasconde un’altra storia. L’ingresso di Narni Sotterranea, dai Giardini di San Bernardo, conduce all’interno di un sistema di ambienti ipogei riscoperto nel 1977. Il percorso porta alla scoperta della Chiesa di Santa Maria della Rupe e raggiunge alcuni dei luoghi più affascinanti e inquietanti del complesso, legati al Tribunale dell’Inquisizione. Tra questi ci sono la cosiddetta Stanza dei Tormenti e la cella dove fu rinchiuso Andrea Lombardini, sulle cui pareti sono ancora presenti graffiti. Un viaggio che cambia completamente prospettiva sulla città: mentre sopra continuano a scorrere la vita e le passeggiate dei visitatori, pochi metri più in basso sopravvivono tracce di secoli di storia. Terminata la visita, i Giardini di San Bernardo regalano invece una vista sulla valle del Nera e, in lontananza, sull’Abbazia di San Cassiano.
La Rocca Albornoz, Narni vista dall’alto
Bisogna salire, invece, per raggiungere uno dei simboli della città: la Rocca Albornoz, la grande fortezza che domina Narni dall’alto. La passeggiata per raggiungerla dal centro è in salita, ma consente di osservare progressivamente il borgo da una prospettiva differente. La Rocca rappresenta una delle principali testimonianze monumentali della storia narnese e la sua posizione ne ricorda immediatamente l’antica funzione strategica. Per chi vuole immergersi ancora di più nell’atmosfera dell’età di mezzo c’è anche il Circuito degli ambienti medievali, dove conventi, botteghe e laboratori ricostruiscono scene e luoghi della vita quotidiana del passato.
Dall’Antica Roma al Centro geografico d’Italia
Narni permette di compiere anche un salto indietro fino all’epoca romana. Fuori dalle mura si incontrano infatti i resti del Ponte di Augusto, realizzato durante l’età del primo imperatore romano e oggi una delle testimonianze più imponenti dell’antica Narnia. C’è poi l’Acquedotto della Formina, sistema di cunicoli, trafori e ponti costruito per portare l’acqua verso la città. Seguendo il Sentiero della Formina si può raggiungere il Ponte Cardona, quarto ponte dell’antico acquedotto. Ed è proprio qui che arriva una delle curiosità più interessanti della visita: nei pressi del ponte un cippo segnala quello individuato come Centro geografico dell’Italia peninsulare. Una fotografia, in questo caso, è quasi obbligatoria.
Le Gole del Nera, l’Umbria diventa smeraldo
Narni sa essere anche una destinazione per chi preferisce scarpe comode e natura. Dal Ponte di Augusto parte la ciclopedonale delle Gole del Nera, percorribile a piedi o in bicicletta. Il paesaggio cambia completamente: pareti rocciose, boschi e vegetazione accompagnano il corso del fiume, che in alcuni tratti assume sorprendenti tonalità verdi e turchesi. Seguendo il percorso per circa cinque chilometri si arriva a Stifone, piccolo borgo affacciato direttamente sul Nera e conosciuto proprio per gli spettacolari colori delle sue acque. È probabilmente qui che si comprende meglio la doppia anima di Narni: una città costruita sulla pietra e sulla storia, circondata però da una natura capace di riprendersi improvvisamente tutta la scena.
L’Abbazia di San Cassiano e i sentieri nella natura
Tra le mete più suggestive nei dintorni compare anche l’Abbazia di San Cassiano, edificio benedettino risalente al X secolo che emerge tra il verde di fronte alla rupe di Narni. La si può raggiungere anche attraverso un percorso di trekking che parte dalla zona del Ponte di Augusto. Per chi dispone di più tempo, il territorio offre inoltre il Sacro Speco di San Francesco, antico eremo legato alla presenza del santo e situato a circa 15 chilometri dal centro cittadino. Sono luoghi che permettono di scoprire una dimensione più silenziosa del territorio, fatta di boschi, spiritualità e cammini.
Narni tra leggende, Medioevo e sapori umbri
A rendere particolare Narni è infine la capacità di non trasformare il proprio passato soltanto in qualcosa da osservare. Il Medioevo continua a essere parte dell’identità cittadina attraverso tradizioni e rievocazioni, mentre botteghe, trattorie e ristoranti permettono di accompagnare il viaggio con i sapori robusti e genuini dell’Umbria meridionale. Narni è così una di quelle città che sembrano inizialmente piccole sulla mappa e diventano molto più grandi una volta raggiunte. Perché c’è una Narni sopra la terra e una sotto, quella romana e quella medievale, quella delle fortezze e quella dei sentieri. E forse il modo migliore per visitarla è proprio questo: entrare senza troppa fretta nell’antica Narnia e lasciare che, un vicolo dopo l’altro, sia lei a raccontare la propria storia.