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Musica: Marracash, oltre il rap. Identità, fragilità e contraddizioni di una generazione

Per la rubrica "Musica" vita e curiosità sul rapper

Pubblicato da: redazione | Lun, 10 Agosto 2026 - 18:00
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Ha raccontato la periferia, il successo, il denaro, le contraddizioni della società, ma soprattutto se stesso. Marracash è uno dei nomi che hanno segnato maggiormente l’evoluzione del rap italiano, attraversando più di vent’anni di musica senza limitarsi a seguire il cambiamento del genere. Da Badabum Cha Cha a Persona, passando per King del rap, Status, Santeria, Noi, loro, gli altri fino a È finita la pace, Fabio Bartolo Rizzo ha progressivamente spostato il rap verso un territorio sempre più personale, introspettivo e sociale. Mentre leggete, consigliamo l’ascolto di Bravi a cadere – I polmoni: una delle canzoni che meglio introduce nell’universo di Persona e nel Marracash più intimo, quello che usa la musica anche per mettere a nudo debolezze e contraddizioni.

Dalla Sicilia alla Barona: dove nasce Marracash

Fabio Bartolo Rizzo nasce a Nicosia, in Sicilia, il 22 maggio 1979. Figlio di una collaboratrice scolastica e di un operaio, da bambino si trasferisce con la famiglia a Milano e cresce nel quartiere della Barona, luogo destinato a diventare fondamentale nella costruzione della sua identità artistica. Le prime strofe arrivano con il nome di Juza delle Nuvole, prima della scelta definitiva di Marracash. Una curiosità riguarda proprio lo pseudonimo: nasce da un soprannome ricevuto da bambino, quando per le origini siciliane e i tratti marcati del volto veniva chiamato “marocchino”. Gli esordi sono legati alla scena hip hop milanese e alla Dogo Gang. Nel 2005 pubblica Roccia Music I, progetto che ottiene attenzione nell’underground e contribuisce ad aprirgli la strada verso il primo vero album solista.

Badabum Cha Cha e l’arrivo al grande pubblico

La svolta arriva nel 2008 con l’album Marracash. È il disco che porta il rapper fuori dai confini della scena underground e lo fa conoscere a un pubblico molto più ampio. Tra i brani c’è soprattutto Badabum Cha Cha, destinato a diventare uno dei tormentoni dell’estate di quell’anno, insieme a canzoni come Estate in città, Non confondermi e Tutto questo. Ma Marracash non rimane fermo alla formula che gli ha regalato popolarità. Nel 2010 arriva Fino a qui tutto bene e l’anno successivo pubblica un album dal titolo che diventerà quasi una dichiarazione d’identità: King del rap.

Dal “King del rap” a Santeria

Nel frattempo Marracash diventa anche uno dei punti di riferimento dell’intero movimento. Nel 2013 fonda insieme al produttore Shablo l’etichetta indipendente Roccia Music, progetto che coinvolgerà artisti e produttori della scena italiana, tra cui nomi come Sfera Ebbasta, Achille Lauro, Fred De Palma e Luchè. Nel 2015 arriva Status, seguito l’anno successivo da uno dei progetti più importanti del rap italiano di quel periodo: Santeria, album realizzato insieme a Guè. Quindici tracce e brani come Nulla accade, Insta Lova, Salvador Dalì e Ninja raccontano l’incontro tra due protagonisti della stessa generazione, ma con personalità artistiche differenti.

Persona: quando il rapper comincia a guardarsi dentro

Il 2019 rappresenta probabilmente uno dei passaggi decisivi della sua carriera. Marracash pubblica Persona, un album che segna una svolta soprattutto per la profondità con cui affronta identità, fragilità, relazioni e conflitti interiori. Il disco viene accolto con grande favore dalla critica e debutta al primo posto della classifica italiana, con nove dei suoi quindici brani contemporaneamente nella Top 10. È qui che il “King del rap” sembra quasi lasciare spazio all’uomo. Il corpo diventa una metafora attraverso cui raccontarsi e Marracash abbandona progressivamente l’immagine tradizionale del rapper invulnerabile. Il risultato è un rap che può parlare di successo e contemporaneamente di paura, insicurezza, amore, rabbia e difficoltà nel riconoscersi. A questa fase appartiene anche Neon – Le ali, pubblicata nel 2020 insieme a Elisa.

Noi, loro, gli altri: dal singolo individuo alla società

Due anni dopo arriva Noi, loro, gli altri. Se Persona guardava soprattutto dentro l’individuo, qui lo sguardo si allarga verso ciò che accade intorno: le divisioni sociali, l’appartenenza, l’immagine pubblica, il rapporto con gli altri. L’album contiene collaborazioni con Guè, Calcutta e Blanco e viene premiato nel 2022 con la Targa Tenco come miglior disco in assoluto. Tra i brani più conosciuti ci sono Crazy Love, Infinity Love, Dubbi e, nella successiva edizione deluxe, Importante. Nel 2023 Marracash compie poi un altro passo importante creando il Marrageddon Festival: due grandi appuntamenti a Milano e Napoli che, complessivamente, raggiungono 140mila biglietti venduti.

È finita la pace e la consacrazione negli stadi

Il percorso iniziato con Persona trova un nuovo capitolo nel dicembre 2024, quando Marracash pubblica a sorpresa È finita la pace. Il disco completa idealmente la trilogia composta da Persona, Noi, loro, gli altri ed È finita la pace, un viaggio che lo stesso artista ripercorrerà anche nel libro Qualcosa in cui credere – La mia trilogia. Intanto arriva un altro traguardo: il tour negli stadi italiani. Un passaggio simbolico anche per il rap italiano, considerando quanto il genere fosse lontano da spazi di queste dimensioni quando Marracash muoveva i primi passi nell’underground. Nel 2026 la sua storia arriva anche sullo schermo con King Marracash, docufilm diretto da Pippo Mezzapesa e dedicato al suo percorso artistico.

Le curiosità, dai Metallica agli 883

C’è anche qualche curiosità meno conosciuta dietro il “King”. Prima di diventare uno dei simboli del rap italiano, da bambino Marracash ascoltava mondi musicalmente molto distanti dal genere che lo avrebbe reso famoso: tra i suoi gruppi preferiti c’erano infatti Metallica e 883. Nel corso della carriera non si è inoltre limitato alle collaborazioni interne al mondo hip hop. Nel 2022, per esempio, ha inciso insieme a Vasco Rossi una nuova versione di La pioggia alla domenica, mentre negli anni ha lavorato con artisti provenienti da universi differenti, da Elisa a Neffa, ma anche Elodie (con la quale ha anche avuto una lunga e bellissima storia d’amore, ancora oggi acclamata dai fan). E forse è proprio questa una delle caratteristiche che spiegano la sua longevità artistica: Marracash è cambiato senza cancellare ciò che era prima. Dal ragazzo della Barona al “King”, dal successo commerciale all’introspezione di Persona, la sua musica ha seguito le trasformazioni di chi la scrive. Perché dietro le rime, le provocazioni e l’immagine del rapper, negli anni è diventata sempre più evidente la parte più interessante della sua produzione: il tentativo di raccontare l’essere umano mentre prova, non sempre riuscendoci, a capire chi è.

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