Alga tossica, è ancora allarme in Puglia nella prima quindicina d’agost, soprattutto a Bari e provincia. L’Ostreopsis ovata infatti è presente nei campioni prelevati lungo alcuni tratti della costa barese, è quanto emerge dal monitoraggio 2026 di Arpa Puglia sull’alga comunemente definita “tossica”, con densità espresse in cellule per litro nei siti marino-costieri pugliesi. Più nel dettaglio, nel Barese, i punti monitorati comprendono 200 metri a sud di Lido Lucciola, Hotel Riva del Sole, Lido Trullo, la zona della ditta Iom-ex Sansolive, Castello Santo Stefano e Molfetta 1ª Cala.
Il dato più rilevante riguarda soprattutto le acque di fondo, dove nella prima metà di agosto sono state registrate concentrazioni elevate: 1.033.678 cellule/litro all’Hotel Riva del Sole, 936.391 a Lido Trullo, 436.565 a 200 metri a sud di Lido Lucciola, 159.842 nell’area Iom-ex Sansolive, 16.916 a Castello Santo Stefano e 6.200 a Molfetta 1ª Cala. Più contenuti, invece, i valori rilevati in colonna d’acqua, cioè il parametro indicato dalle linee guida per l’attivazione della fase di emergenza. Nella prima quindicina di agosto si registrano 13.602 cellule/litro all’Hotel Riva del Sole, 12.961 a Lido Trullo, 11.708 a Lido Lucciola, 2.760 a Molfetta, 1.800 nell’area ex Sansolive e 200 a Castello Santo Stefano.
Secondo la nota riportata nel monitoraggio, la fase di emergenza è prevista quando la densità di Ostreopsis ovata supera le 30mila cellule/litro in colonna d’acqua. In caso di superamento, Arpa Puglia comunica l’informazione a Regione, Asl e Comune competente per eventuali misure di prevenzione. Nella prima metà di agosto, dunque, nei siti baresi monitorati la presenza dell’alga viene rilevata, ma i valori in colonna d’acqua restano sotto la soglia indicata per la fase di emergenza. Il quadro resta comunque da osservare con attenzione, soprattutto perché le concentrazioni sui fondali risultano in alcuni punti particolarmente elevate.
L’Ostreopsis ovata viene monitorata nei mesi estivi perché può proliferare in presenza di alte temperature, mare calmo e scarso ricambio d’acqua. Per i bagnanti, l’invito resta quello di seguire eventuali comunicazioni ufficiali delle autorità sanitarie e ambientali, evitando allarmismi ma prestando attenzione in caso di schiume, patine superficiali, acqua torbida o disturbi dopo la permanenza in spiaggia. Il monitoraggio proseguirà nelle prossime settimane, con nuovi prelievi utili a verificare l’evoluzione del fenomeno lungo la costa pugliese.
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