Provocatoria, teatrale, imprevedibile. Ma anche pianista, cantautrice, interprete jazz e attrice. Raccontare Lady Gaga significa attraversare quasi vent’anni di musica pop seguendo un’artista che ha fatto della trasformazione una delle caratteristiche principali della propria carriera. Dietro gli abiti impossibili, le performance spettacolari e un’immagine costruita per non passare inosservata c’è infatti Stefani Joanne Angelina Germanotta, nata a New York il 28 marzo 1986. Per accompagnare la lettura consigliamo “Born This Way”: non soltanto uno dei suoi maggiori successi, ma probabilmente uno dei brani che meglio raccontano il messaggio portato avanti da Gaga negli anni, quello dell’accettazione di sé e della libertà di essere ciò che si è.
Prima di Gaga c’era Stefani
Le origini italiane sono già nel suo lunghissimo nome. Il padre di Stefani Germanotta ha infatti origini siciliane, suo nonno emigrò negli Stati Uniti da Naso, in provincia di Messina. Cresciuta a Manhattan, Gaga comincia prestissimo ad avvicinarsi alla musica, a quattro anni studia già pianoforte, imparando soprattutto a orecchio. Durante il liceo si appassiona anche al musical e al teatro. Dopo il diploma entra alla Tisch School of the Arts della New York University, ma decide di abbandonare gli studi per tentare la strada della musica. Lascia la casa dei genitori, vive in piccoli appartamenti e comincia a esibirsi nei club del Lower East Side. È qui, tra rock, underground, burlesque e performance fuori dagli schemi, che comincia lentamente a costruire il personaggio che il mondo conoscerà come Lady Gaga. Anche il nome ha una storia musicale: Lady Gaga nasce da “Radio Ga Ga” dei Queen.
Il successo: da “Just Dance” a “Bad Romance”
La strada verso il successo non è immediata. Nel 2006 firma un contratto con la Def Jam, ma viene scaricata appena tre mesi dopo. Quello che avrebbe potuto rappresentare la fine diventa invece soltanto l’inizio. Nel 2008 arriva “The Fame” e cambia tutto. Just Dance e Poker Face trasformano quella ragazza dei locali newyorkesi in una popstar internazionale. Un anno dopo The Fame Monster consegna al pubblico un’altra delle canzoni destinate a diventare simbolo della sua carriera: “Bad Romance”. Gaga però non propone soltanto canzoni. Costruisce mondi. Moda, videoclip, coreografie e provocazione diventano parti dello stesso linguaggio artistico. Nel 2009, durante l’esibizione di Paparazzi agli MTV Video Music Awards, mette in scena gli effetti distruttivi della fama attraverso una performance destinata a entrare nella storia della manifestazione.
“Born This Way”: essere diversi senza chiedere permesso
Nel 2011 arriva “Born This Way”, uno dei lavori fondamentali della sua carriera. Il singolo omonimo debutta direttamente al primo posto della Billboard Hot 100 e diventa qualcosa di più di una hit. Il cuore del brano è semplice, non vergognarsi della propria identità. Una dichiarazione di libertà che contribuisce a trasformare Gaga in un punto di riferimento per moltissimi fan. Nello stesso album trovano spazio Judas, The Edge of Glory, Yoü and I e Marry the Night. Il disco vende 1,15 milioni di copie negli Stati Uniti nella sola prima settimana. Ed è proprio in questi anni che Gaga dimostra quanto il suo personaggio possa cambiare continuamente: agli MTV Video Music Awards del 2011 si presenta addirittura nei panni del suo alter ego maschile Joe Calderone, esibendosi con Yoü and I insieme a Brian May.
Non solo pop: jazz, rock e Tony Bennett
Limitare Lady Gaga alla dance sarebbe però un errore. Dopo Artpop, pubblicato nel 2013, arriva una svolta che sorprende parte del pubblico. Nel 2014 pubblica con Tony Bennett “Cheek to Cheek”, un album di standard jazz. È l’inizio di un sodalizio artistico che mostrerà un’altra Gaga: meno effetti speciali, più voce e interpretazione. Negli anni successivi continuerà a cambiare pelle: dal soft rock di “Joanne” alla house di “Chromatica”, fino al synth pop di “Mayhem”. La collaborazione con Bennett tornerà anche nel 2021 con Love for Sale.
Da popstar a star del cinema
Poi c’è il cinema. E anche qui Gaga riesce progressivamente a liberarsi dell’etichetta di cantante prestata alla recitazione. Dopo l’esperienza televisiva in American Horror Story, nel 2018 arriva “A Star Is Born”, accanto a Bradley Cooper. Dal film nasce Shallow, una delle canzoni più conosciute della sua carriera e il brano che le permette di conquistare il Premio Oscar per la migliore canzone originale. Seguiranno House of Gucci e Joker: Folie à Deux. È forse proprio A Star Is Born ad aver mostrato al grande pubblico qualcosa che gli abiti eccentrici avevano talvolta nascosto: dietro Lady Gaga c’è soprattutto un’interprete.
Curiosità: dal vestito di carne al nome ispirato ai Queen
Impossibile parlare di Gaga senza raccogliere alcune delle curiosità che hanno accompagnato la sua carriera. Il suo nome d’arte, come abbiamo visto, è legato a Radio Ga Ga dei Queen. Prima di diventare famosa ha inoltre scritto canzoni per altri artisti, lavorando per nomi come Britney Spears, Fergie, Pussycat Dolls e New Kids on the Block. E poi c’è probabilmente il vestito più famoso della storia recente del pop: il meat dress, l’abito realizzato con carne bovina indossato agli MTV Video Music Awards del 2010 con l’obiettivo di rivendicare l’importanza di lottare per i propri diritti, la stessa Lady Gaga spiegò che “Se non lottiamo per ciò in cui crediamo e se non difendiamo i nostri diritti, presto avremo diritti quanto la carne sulle nostre ossa”. Proprio durante quella serata Gaga annunciò il titolo del futuro album Born This Way. Tra le trasformazioni più curiose c’è invece Joe Calderone, il suo alter ego maschile.
Gaga oggi: “Die with a Smile”, “Mayhem” e 2,1 milioni di persone a Copacabana
A quasi vent’anni dall’esordio, Lady Gaga continua a occupare un posto centrale nella musica internazionale. Nel 2024 pubblica insieme a Bruno Mars “Die with a Smile”, diventata un enorme successo mondiale e premiata nel 2025 con il Grammy per la migliore performance pop di un duo o gruppo. Nel 2025 arriva poi “Mayhem”, nuovo capitolo di una discografia che nel tempo ha attraversato pop, elettronica, jazz, rock e house. Nello stesso anno Gaga raggiunge un altro traguardo impressionante: il concerto gratuito sulla spiaggia di Copacabana, a Rio de Janeiro, richiama circa 2,1 milioni di persone, stabilendo il record indicato nel materiale fornito per la maggiore affluenza a un’esibizione dal vivo di un’artista solista.
Lady Gaga, l’arte di non essere mai una cosa sola
Forse il segreto di Lady Gaga è proprio questo: non essere mai rimasta uguale a se stessa. È stata la ragazza con gli occhiali enormi di Poker Face, il mostro pop di Bad Romance, la provocatrice di Judas, la voce libera di Born This Way, la cantante jazz accanto a Tony Bennett, la Joanne più intima e senza maschere, Ally in A Star Is Born e ancora una volta creatura pop con Chromatica e Mayhem. Cambiano gli abiti, i generi, i personaggi. Resta quella voce forte capace di parlare anche “con leggerezza” di temi importanti come i diritti.