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Archiviata indagine su Intesa Sanpaolo: “Banca danneggiata dallo spionaggio”

Coinvolto un ex dipendente accusato di aver spiato i conti di migliaia di clienti tra cui Mattarella e Meloni

Pubblicato da: redazione | Mar, 15 Settembre 2026 - 14:32
procura tribunale

La Procura di Bari ha archiviato l’indagine nei confronti di Intesa Sanpaolo, inizialmente coinvolta quale responsabile amministrativo nel procedimento sull’ex dipendente della filiale di Bisceglie, Vincenzo Coviello, accusato di aver spiato i conti di migliaia di clienti, tra cui Mattarella e Meloni. Ne dà notizia lo stesso istituto di credito, riferendo che il decreto di archiviazione risale al 10 giugno scorso. Gli inquirenti, fa sapere Intesa Sanpaolo, hanno accertato “la palese insussistenza di un interesse o vantaggio della Banca” e la “adeguatezza del modello organizzativo” poiché l’istituto di credito “sin dalle prime fasi investigative ha dimostrato collaborazione proattiva e volontà di trasparenza assoluta”.

“Nella vicenda in esame, – è scritto nell’archiviazione – l’autore del reato ha agito nell’interesse esclusivo proprio (o di terzi), recando un vulnus irreparabile all’Istituto”. “Lungi dal trarre qualsivoglia vantaggio o utilità dalle condotte illecite, – prosegue l’atto – Intesa Sanpaolo ha subito un gravissimo danno, sia sotto il profilo reputazionale sia sotto quello patrimoniale”. “La condotta del Coviello – conclude – si sostanzia in un macroscopico tradimento del vincolo fiduciario e nella dolosa inosservanza delle istruzioni operative impartitegli, rendendo l’Istituto di credito la vera e unica parte lesa della vicenda”.

La Procura ha inoltre accertato che l’istituto di credito è dotato di “presidi tecnici e organizzativi di comprovata solidità”, spiegando che “alcun rimprovero per omessa o insufficiente organizzazione può essere mosso alla Banca: la condotta del Coviello non è il sintomo di una carenza strutturale o di una falla sistemica, bensì il frutto di una deliberata, mirata ed elusione fraudolenta dei robusti presidi di sicurezza in essere, superati dal singolo unicamente abusando della qualifica rivestita e forzando le stringenti maglie dei controlli implementati a presidio del patrimonio informativo aziendale”. Secondo la Procura, “la radicale estraneità della Banca rispetto al disegno criminoso è peraltro plasticamente dimostrata dalla tempestiva e ferma reazione posta in essere dall’ente a propria tutela”, dal licenziamento del dipendente l’8 agosto 2024 alla denuncia formalizzata qualche giorno dopo. La Procura osserva poi che “l’implementazione costante di misure di sicurezza, documentata anche attraverso il ‘Programma Nemo’, testimonia un impegno concreto e continuativo nella protezione dei dati della clientela” che “esclude radicalmente la configurabilità di una ‘colpa di organizzazione'”.

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