“Il mio applauso più grande oggi va a voi che a volto scoperto avete deciso di venire a rubare nella nostra pizzeria, siete solo dei grandi pezzi di merda, non so cosa speravate di trovare, vi auguro che i 70 euro di spiccioli che avete preso vi servano tutti per comprarvi delle belle medicine”. In una denuncia social la titolare della pizzeria Ciribi di via Ricchioni pubblica i video dei due ladri che a volto scoperto sono entrati nella notte nell’attività.
“Due ragazzi giovani che provano a fare di tutto per crearsi una posizione economica stabile con due figli piccoli a casa, fanno tanti sacrifici devono subire una prepotenza del genere e la cosa che mi spaventa di piu è che l’abbiate fatto a viso scoperto senza alcun timore delle conseguenze, forse perche giustamente le istituzioni non sprecherebbero troppo tempo e risorse per trovarvi, giustamente su un furto di 70 euro non è neanche giusto perder tempo, come darvi torto. Allora a questo punto mi auguro che chi vi conosce veda queste immagini e d’ora in avanti vi guardi solo con disprezzo e disgusto perche è solo questo che meritate. Mi auguro che se avete figli vi riconoscano in queste immagini e che provino un forte senso di vergogna nel sentirsi legati a voi perche non potete insegnargli nulla se non vivere sulla schiena di gente per bene come noi che si svena per far quadrare i conti fra tasse e spese varie. Noi ai nostri figli insegneremo come ci si rialza e come si prova sempre ad andare avanti A TESTA ALTA.A voi auguro solo tanto imodium”.
Sulla questione interviene anche l’educatore Raffaele Diomede. “Nella Bari che ama riempirsi la bocca di commissioni antimafia, tavoli della legalità, osservatori e convegni pieni di esperti, stanotte due balordi hanno spezzato il sonno di una giovanissima coppia di amici. Hanno avviato la loro pizzeria con sacrifici che non si contano, con le mani sporche di farina e il cuore pieno di speranza. E invece, nel silenzio della notte, qualcuno ha deciso di rubare non solo i pochi soldi in cassa… ma la serenità.
Le dinamiche, purtroppo, sono sempre le stesse: prima i furti, poi le minacce sussurrate, infine la richiesta del pizzo per “stare tranquilli”. Una sceneggiatura vecchia, marcia, che continua a girare come se Bari fosse un set che non riesce a cambiare film. E mentre un’altra mia amica sta ancora contando i danni del suo appartamento bruciato nel quartiere Sant’Anna — dopo l’attentato incendiario alla pizzeria “Da Nico” — oggi ci ritroviamo davanti all’ennesima ferita. Un’altra pagina nera nella Bari che qualcuno continua a chiamare “da bere”, ma che troppo spesso sa di fumo, paura e ingiustizia. Chi ci vive, chi ci lavora, chi ci prova… merita di più”.