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Spesa, blocco trasporti e scaffali vuoti. Consumerismo ai baresi: “Comprate solo lo stretto necessario per bloccare i rincari”

L'appello dell'associazione contro la psicosi da spesa e la speculazione sui prezzi

Pubblicato da: redazione | Mar, 20 Ottobre 2026 - 09:22
Scafali vuoti

Consumerismo No Profit invita i consumatori di Bari e della Puglia a non fare scorte mentre va avanti il blocco di agricoltori, autotrasportatori e pescatori, e chiede al Governo di intervenire subito. Il caro carburante, secondo l’associazione, ha dato il colpo finale a una filiera già in crisi.

Il presidente nazionale Luigi Gabriele, in una nota del 19 ottobre, prevede lo svuotamento progressivo dei banchi, prima nella grande distribuzione e poi nei mercati. Il rischio è di non trovare alcuni prodotti nelle prossime settimane, con effetti sul prezzo del carrello della spesa che crescono con la durata della protesta. Un quadro che riguarda anche Bari e la Puglia, dove agricoltura e pesca pesano sull’economia e sulle tavole. Il testo integrale è consultabile su consumerismo.it.

Consumerismo si schiera con chi protesta e ne giudica fondate le ragioni. Per l’associazione, chi produce e chi pesca guadagna poco, mentre i margini finiscono alla grande distribuzione, ai grandi gruppi di intermediazione e alle multinazionali. Ai cittadini chiede di non farsi prendere dal panico, di non riempire la dispensa di prodotti a lunga conservazione e di evitare spostamenti inutili. Chiede anche di rinviare i consumi che si possono interrompere: meno domanda significa prezzi meno spinti al rialzo.

«Chi oggi svuota lo scaffale della pasta si sente previdente, ma sta facendo il lavoro della speculazione, e gratis», dichiara Raffaella Lauciello, delegata per il Comune di Bari di Consumerismo No Profit. «Se esiste un modo sicuro per far salire i prezzi, è che tutti comprino la stessa cosa nello stesso pomeriggio.»

Lauciello è altrettanto netta sulle ragioni della protesta: «Hanno ragione e non serve girarci intorno. Chi produce e chi pesca fatica a stare dentro i costi, mentre il margine lo fa chi sta in mezzo e di una cassetta di pesce ha visto al massimo la fattura. Il gasolio ha dato il colpo finale, ma la crisi covava da mesi.»

L’associazione contesta al Governo di essere rimasto sostanzialmente a guardare, nonostante i segnali d’allarme lanciati nei mesi scorsi, e gli chiede misure per sostenere la filiera locale e ridurre il peso del costo dell’energia sui trasporti e sulle famiglie. «Abbiamo un Governo che osserva», aggiunge Lauciello. «Alle famiglie baresi e pugliesi diciamo di tenere il carrello normale e rinviare il superfluo: è l’unica protesta che si fa restando a casa e almeno non svuota i banchi.»

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