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Anche in Procura si può fare la raccolta differenziata delle abitudini: a Trani un modello di sostenibilità che il Politecnico di Bari vuole esportare

Procura, Regione Puglia e Politecnico hanno presentato un primo bilancio dell’accordo

Pubblicato da: redazione | Mer, 21 Ottobre 2026 - 17:51
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Misurare l’impatto ambientale di un ufficio giudiziario e ridurlo con azioni di tutti i giorni: è il lavoro portato avanti dalla Procura della Repubblica di Trani insieme alla Regione Puglia e al Politecnico di Bari. Nei giorni scorsi, presso il Rettorato del Politecnico di Bari, è stato illustrato un primo bilancio delle azioni realizzate nell’ambito dell’Accordo di collaborazione per lo svolgimento di attività d’interesse comune relative all’attuazione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, sottoscritto nel marzo 2025.

All’incontro erano presenti il rettore del Politecnico, Umberto Fratino, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Renato Nitti, e l’assessora all’Ambiente e al Clima della Regione Puglia, Debora Ciliento. Con loro anche il direttore del Dipartimento regionale Ambiente, Paesaggio e Qualità urbana, Pompeo Colacicco, e il delegato alla Sostenibilità del Politecnico, Michele Dassisti.

L’Accordo ha rafforzato la collaborazione tra le parti sui temi della sostenibilità ambientale e punta all’adozione, negli uffici della Procura di Trani, di modelli organizzativi orientati alla riduzione dell’impatto ambientale, con la definizione di target misurabili. Un percorso che si lega a quanto già fatto dalla Procura con il protocollo sottoscritto nel 2024 con il MASE e dalla Regione con l’approvazione, nel 2023, della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile. Procura e Dipartimento regionale hanno poi predisposto il Piano di Sostenibilità 2025-2027 della Procura, presentato un anno fa durante “Ecomondo” a Rimini, che con indicatori precisi cala gli obiettivi della Strategia nelle attività dell’ufficio giudiziario.

Un altro tassello riguarda lo studio sulla valutazione della sostenibilità ambientale dell’Ufficio di Procura, nato da una Convenzione per tirocinio di formazione e orientamento tra Procura e Politecnico e poi confluito in due tesi di laurea. Applicando all’edificio della Procura il Protocollo Itaca, riferimento normativo per misurare l’impatto ambientale ed energetico degli edifici non residenziali, è stato ottenuto un indice di sostenibilità sufficiente, anche grazie a interventi infrastrutturali già attuati, come la sostituzione degli infissi. Anche la percezione che utenti e dipendenti hanno della sostenibilità degli uffici risulta buona, a seguito di indagini e interviste.

Insieme alla Regione, la Procura ha inoltre definito le nuove “Linee Guida di Buone Pratiche Ambientali negli Uffici Giudiziari”, un documento che propone soluzioni pratiche e, spesso, a costo zero, da adottare sia da parte dei dipendenti sia da parte dell’amministrazione. Le buone pratiche riguardano l’ottimizzazione dei consumi energetici, la riduzione dell’impatto idrico, una gestione sostenibile e responsabile dei rifiuti e delle risorse, la mobilità sostenibile del personale e anche la sostenibilità digitale. Il documento suggerisce poi un sistema di monitoraggio per verificare la corretta applicazione delle attività individuate e i benefici ambientali conseguenti, e la condivisione dei risultati e di ulteriori obiettivi con azioni di comunicazione interna.

Il rettore Fratino ha spiegato il senso dell’accordo: “L’accordo con la Procura di Trani e la Regione Puglia è quello di provare a fare un’analisi tecnico-scientifica attenta del funzionamento di una struttura pubblica con uffici che offrono servizi ai cittadini, nei quali si applichino le buone pratiche ambientali”, e ha proseguito: “Nella sostanza, la sostenibilità ambientale degli uffici giudiziari, azioni che potrebbero essere replicate in qualunque altra struttura pubblica e in qualunque altro ufficio, per costruire un percorso di conoscenza e colpevolezza per gli operatori di settore, i dipendenti pubblici e gli stessi fruitori dei servizi. La sostenibilità è un tema ormai attuale e centrale. Il Politecnico sta accompagnando questo percorso, che parte una volontà espressa dal procuratore capo di Trani, Renato Nitti, insieme alla Regione Puglia, che ha costruito un manuale di buone pratiche. Un percorso virtuoso di cui oggi presentiamo qualche risultato ma che mostra un metodo che ci piacerebbe applicare per altre realtà”.

Il procuratore capo Nitti ha commentato: “E’ necessario che la Pa in generale, e in particolare gli uffici giudiziari, si ponga l’interrogativo di che impatto generiamo sull’ambiente, e non solo. Questo interrogativo ha avuto risposte concrete da parte della Procura di Trani”, aggiungendo: “Abbiamo avviato e tracciato un percorso e chiesto aiuto alle migliori professionalità, al Politecnico e alla Regione con l’Assessorato che si occupa specificatamente delle tematiche ambientali, e siamo arrivati a dei risultati ulteriori rispetto a quelli che avevamo già conseguito. Ora è possibile consultare delle linee guida di buone pratiche ambientali che qualsiasi ufficio pubblico può seguire. Ora è possibile valutare e indicare che tipo di impatto ciascun ufficio genera. Dobbiamo fare qualche ulteriore passo avanti, ma devo dire che i risultati già adesso sono particolarmente significativi. Non si può pensare che il tema della sostenibilità ambientale riguardi tutti gli altri e non la Pubblica amministrazione e gli uffici pubblici”.

Per l’assessora Ciliento, questo lavoro ha un obiettivo preciso: “Oggi abbiamo presentato il risultato di una collaborazione con la Procura di Trani e il Politecnico di Bari finalizzata a rendere concreti e trasformare in azioni misurabili gli obiettivi della Strategia regionale di sviluppo sostenibile”, ha detto l’assessore all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento, e ha aggiunto: “La sostenibilità ambientale è una priorità strategica per la Pubblica amministrazione, chiamata non solo a garantire servizi efficienti, ma anche a svolgere un ruolo esemplare nella tutela dell’ambiente e nell’uso responsabile delle risorse pubbliche all’interno dei propri uffici. Con questo accordo e gli atti prodotti stiamo dimostrando che la sostenibilità si può facilmente tradurre in semplici azioni quotidiane, responsabilizzando i dipendenti pubblici e la stessa Pa”.

Il direttore Colacicco ha sottolineato la peculiarità di quanto si sta realizzando: “Siamo riusciti a fare un percorso che, partendo dall’atto generale di indirizzo strategico sulla sostenibilità, ha portato a un documento concreto cioè a delle linee guida con buone pratiche da applicare alla vita quotidiana di un ufficio pubblico, per dimostrare che le abitudini si possono cambiare con semplici gesti e con una strategia che sappia tradurre gli obiettivi in azioni”.

La collaborazione tra le tre istituzioni, però, non si ferma qui. L’obiettivo futuro è definire buone pratiche replicabili, per creare un modello da condividere con le altre Pubbliche amministrazioni e rafforzare l’educazione alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica della comunità, partendo da chi lavora negli uffici pubblici o li frequenta. Il Politecnico di Bari, sotto la guida del prof. Michele Dassisti, proseguirà con lo studio sulla valutazione della sostenibilità ambientale degli uffici della Procura di Trani, ponendo obiettivi sfidanti che possano elevare gli indici di risultato.

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