Un’azienda con migliaia di dipendenti e un fatturato vicino ai 100 milioni di euro, tra le più grandi di Bari e della Puglia, che da poco ha concluso un periodo di osservanza prefettizia legato all’inchiesta “Codice Interno”, rischia di essere gestita come se fosse una piccola società di un piccolo paese. È questa la critica che Giuseppe Carrieri, vicepresidente della Commissione comunale Enti partecipati, rivolge al sindaco di Bari a proposito della nuova governance di AMIUPUGLIA.
Al centro delle contestazioni ci sono due nomine. Quella della dottoressa Salierno viene ritenuta illegittima perché la professionista non rientra nell’elenco unico dei candidati elaborato dalla Ripartizione comunale (Controlli/Legalità), in violazione dell’articolo 10 degli indirizzi per le nomine nelle società partecipate. Quella del professor Piccioni, invece, è giudicata del tutto inappropriata, oltre che contraria all’articolo 6: si tratta di un docente del Politecnico con competenze specifiche in “scienza delle costruzioni”, mentre AMIUPUGLIA è una società di capitali che fornisce servizi finalizzati alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione della qualità ambientale, con particolare riferimento ai rifiuti solidi urbani.
A quasi un mese dalle nomine, sottolinea Carrieri, non si conoscono i motivi del mancato insediamento della nuova governance. La società continua dunque a essere guidata da un presidente e da un consiglio di amministrazione scaduto, che secondo la normativa nazionale in vigore è decaduto. Lo stesso vale per il collegio sindacale, scaduto dal 2024, che prosegue la propria attività in via provvisoria, ma in modo irregolare, in assenza di nuove nomine da parte del sindaco.
Di fronte a una situazione che definisce “anomala, irregolare, instabile, illegittima”, Carrieri chiede al sindaco di revocare le nomine effettuate di recente e di sostituirle in tempi rapidi, scegliendo amministratori esperti di igiene urbana e di rifiuti. Ai nuovi designati, aggiunge, dovrebbe essere affidato un indirizzo di gestione preciso, articolato in tre obiettivi: modernizzare AMIUPUGLIA, migliorare la gestione dei rifiuti solidi urbani e ridurre gli enormi costi aziendali, in modo da diminuire la TARI per le famiglie e per le imprese cittadine. Sul secondo punto il vicepresidente ricorda che la raccolta differenziata è ancora ferma al 49%, in violazione delle norme nazionali.