Un’evoluzione lenta, a tratti timida, ma che mostra comunque segnali di reazione di fronte alla crisi climatica e alle emergenze del territorio. È questa la fotografia scattata dalla trentatreesima edizione di Ecosistema Urbano 2026, il rapporto annuale sulle performance ambientali dei 106 capoluoghi di provincia italiani realizzato da Legambiente e Ambiente Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Lo studio evidenzia un Paese che viaggia ancora a doppia velocità, dove i fondi straordinari del PNRR e le risorse per la mitigazione climatica spingono a investimenti non sempre sinergici, allargando il divario ecologico tra il Settentrione e il Mezzogiorno.
In questo scenario in chiaroscuro, Bari si attesta al 71° posto della classifica generale. Pur trovandosi nella seconda metà della graduatoria, il capoluogo barese fa registrare alcuni significativi passi avanti, inserendosi nel gruppo delle grandi città (come Milano, Firenze, Padova e Venezia) che vedono progressivamente migliorare i propri indici legati a mobilità, gestione dei rifiuti e riqualificazione urbana. All’interno del contesto regionale, la situazione pugliese si presenta fortemente disomogenea: Lecce si conferma la capolista green del territorio posizionandosi a un incoraggiante 42° posto, mentre sprofondano nettamente le altre province. Taranto crolla infatti al 94° posto a causa delle criticità su verde e trasporti, seguita a ruota da Foggia che scivola al 95° posto.
A livello nazionale, la corona di regina green spetta a Mantova, leader indiscussa di questa edizione con un indice di performance sostenibile dell’81,29%. Sul podio salgono anche Trento (76,53%) e Bolzano (75,47%), a conferma di un dominio consolidato dei medi e piccoli comuni del Nord-Est. Al contrario, la parte bassa della classifica è quasi interamente occupata dalle metropoli e dai centri del Sud: Bologna si conferma la grande città più virtuosa al 12° posto, Roma resta statica al 67° mentre l’ultimo posto in assoluto (106°) viene occupato da Napoli, specchio di una generale staticità strutturale che penalizza l’efficienza dei servizi ambientali e la transizione ecologica del meridione.