Per consentire alla procura di fare gli accertamenti tecnici e ricostruire nel dettaglio la dinamica, l’autista dell’Amtab coinvolto nell’incidente in cui è morto Rahman Ziaur è stato formalmente iscritto sul registro degli indagati. Si tratta di un atto dovuto. Il reato ipotizzato è omicidio stradale.
Rahman Ziaur, 30 anni, originario del Bangladesh, è morto martedì pomeriggio mentre percorreva in monopattino il tratto di strada compreso fra corso Vittorio Emanuele e piazza Massari, nel centro cittadino, nei pressi della Prefettura. Il fascicolo è affidato al pm Antonio D’Antona, che ha aperto l’inchiesta dopo aver ricevuto l’informativa della polizia stradale e ha affidato una perizia al consulente tecnico per accertare dinamica e responsabilità. Il magistrato ha poi sequestrato i telefoni cellulari e disposto per entrambi gli esami tossicologici. Sulla salma della vittima non è stata eseguita alcuna autopsia, ma solo la prima ispezione cadaverica, ed è stata dissequestrata.
L’ipotesi al momento più accreditata è che la visuale di quel punto rientrasse nell’angolo cieco e che dunque l’autista, che ha 27 anni, non avesse potuto vederlo. Per accertarlo bisognerà attendere l’esito della perizia appena affidata. Se l’ipotesi fosse confermata, il pm potrebbe allargare le contestazioni anche all’Amtab e all’azienda produttrice del bus. (Foto Gianfranco Algieri)