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Musica. Joan Thiele, tra cinema e sperimentazione: la voce che reinventa il cantautorato italiano

Per la rubrica Musica scopriamo la cantautrice Joan Thiele

Pubblicato da: redazione | Mer, 28 Ottobre 2026 - 15:52
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Ci sono artisti che scelgono di seguire le tendenze musicali del momento e altri che preferiscono costruire un linguaggio personale, anche a costo di percorrere strade meno convenzionali. Joan Thiele appartiene a questa seconda categoria. Cantautrice, musicista e interprete, ha sviluppato negli anni un’identità sonora riconoscibile, nella quale convivono influenze internazionali, suggestioni cinematografiche, elettronica e richiami alla grande tradizione della musica italiana. La sua è una ricerca artistica che attraversa generi, lingue e atmosfere differenti, senza rinunciare a una dimensione profondamente personale. Dalle prime esperienze musicali a Londra fino al palco del Festival di Sanremo, passando per il cinema e collaborazioni con alcuni dei protagonisti della scena contemporanea, Joan Thiele ha costruito un percorso che racconta anche l’evoluzione del cantautorato femminile italiano.  Una musica che non si limita a essere ascoltata, ma che sembra voler evocare immagini, luoghi e sensazioni, come se ogni canzone fosse una piccola sequenza cinematografica. Ma andiamo per gradi.

Mentre leggete, consigliamo l’ascolto di “Eco”, il brano con cui Joan Thiele ha partecipato al Festival di Sanremo 2025.

Joan Thiele, dalle origini internazionali ai primi passi nella musica

Alessandra Joan Thiele nasce il 21 settembre 1991 a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, da madre di origini napoletane e padre svizzero, originario di Zurigo. Le sue radici familiari, legate a territori e culture differenti, sembrano riflettersi anche nella libertà con cui, nel corso della carriera, si avvicinerà a linguaggi musicali diversi. I primi passi nel mondo della musica arrivano a Londra, città nella quale entra in contatto con una scena artistica internazionale. Successivamente si trasferisce a Milano, dove comincia a costruire il proprio percorso professionale. Nel 2015 pubblica una reinterpretazione di “Hotline Bling” di Drake, un primo esempio della sua capacità di confrontarsi con sonorità contemporanee attraverso una sensibilità personale. L’anno successivo arriva il primo brano inedito, “Save Me”, pubblicato da Universal Music Italia e inserito nell’EP d’esordio Joan Thiele. Seguono Taxi Driver e Armenia, canzoni che contribuiscono a definire un universo musicale caratterizzato da atmosfere internazionali, melodie ricercate e una vocalità capace di alternare delicatezza e intensità. Fin dagli esordi, la sua musica appare difficilmente riconducibile a un unico genere. Pop, elettronica e influenze alternative si incontrano in una ricerca sonora che diventerà uno degli elementi distintivi della sua produzione.

“Tango”, il primo album e la ricerca di un’identità musicale

Nel 2018 Joan Thiele pubblica “Tango”, il suo primo album in studio, anticipato dai singoli Fire e Polite. Il disco rappresenta una tappa importante nella definizione del suo stile. La cantautrice continua a esplorare sonorità internazionali, lavorando su atmosfere, arrangiamenti e interpretazioni che lasciano emergere una particolare attenzione alla dimensione emotiva della musica. Nello stesso anno si esibisce allo Sziget Festival di Budapest, una delle manifestazioni musicali europee più conosciute, portando il proprio repertorio anche davanti a un pubblico internazionale. Nel 2019 partecipa alla nuova versione di “Le ragazze di Porta Venezia” di Myss Keta, insieme a Elodie e Priestess. La collaborazione testimonia la sua capacità di muoversi tra realtà musicali differenti, entrando in dialogo con artiste che, pur attraverso linguaggi diversi, contribuiscono a ridefinire l’immaginario della musica pop italiana.

“Operazione oro”, la scelta di cantare in italiano

Una svolta significativa arriva nel 2020 con “Operazione oro”, il suo primo progetto discografico interamente in lingua italiana. Anticipato dai singoli Le vacanze, Puta e Bambina, l’EP segna un cambiamento importante nella scrittura e nell’identità artistica della cantautrice. Il passaggio all’italiano non rappresenta soltanto una scelta linguistica, ma apre nuove possibilità espressive. Le parole acquistano un peso differente e la ricerca musicale comincia a confrontarsi in maniera più diretta con la tradizione del cantautorato nazionale. È un percorso che non cancella le influenze internazionali degli esordi, ma le rielabora all’interno di una dimensione più personale. Nello stesso periodo Joan Thiele collabora anche con il rapper Nitro, partecipando al brano No Privacy / No Caption Needed, contenuto nell’album GarbAge. La sua produzione continua così a muoversi tra sperimentazione, contaminazione e ricerca di nuove forme espressive.

“Atti”, quando le canzoni diventano un racconto cinematografico

Nel 2021 prende forma uno dei progetti più particolari della sua discografia: “Atti”, un percorso musicale sviluppato attraverso tre pubblicazioni successive. Il primo capitolo, Atto I – Memoria del futuro, contiene i brani Cinema e Futuro wow, realizzati con la produzione di Mace, Venerus e Ceri. Seguono Atto II – Disordinato spazio, con Tuta blu e Scilla, e Atto III – L’errore, che comprende Errori e Sotto la pelle. Nel maggio del 2022 i tre capitoli vengono raccolti nell’album “Atti”. Già la struttura del progetto suggerisce un legame con il linguaggio teatrale e cinematografico. Le canzoni vengono presentate come parti di un percorso più ampio, nel quale titoli, atmosfere e sonorità contribuiscono a costruire un immaginario coerente. È proprio questa attenzione alla dimensione visiva a rendere interessante la musica di Joan Thiele. I suoi brani non sembrano cercare soltanto una melodia riconoscibile, ma anche uno spazio narrativo nel quale l’ascoltatore possa immergersi. La collaborazione con Mace e Venerus, già avviata con il brano Senza fiato contenuto nell’album OBE, rafforza ulteriormente il dialogo con la scena musicale contemporanea e con produzioni attente alla sperimentazione.

“Proiettili”, il cinema e il David di Donatello

Nel 2022 Joan Thiele raggiunge uno dei riconoscimenti più importanti della sua carriera grazie a “Proiettili (ti mangio il cuore)”, brano interpretato insieme a Elodie. La canzone, alla cui composizione partecipano anche Elisa ed Emanuele Triglia, viene inserita nella colonna sonora del film “Ti mangio il cuore”, diretto da Pippo Mezzapesa e interpretato dalla stessa Elodie. Il brano accompagna una storia cinematografica segnata da passioni, conflitti e tensioni familiari, trovando nella musica una forma espressiva capace di amplificarne l’intensità emotiva. Nel 2023 “Proiettili (ti mangio il cuore)” conquista il David di Donatello per la migliore canzone originale e ottiene una candidatura ai Nastri d’argento nella stessa categoria. Il riconoscimento conferma un aspetto centrale del percorso artistico di Joan Thiele: la capacità di creare musica che dialoga con le immagini e con il racconto cinematografico. Non si tratta semplicemente di accompagnare una scena, ma di contribuire alla costruzione della sua atmosfera emotiva. Un legame con il cinema che continuerà a emergere anche nei progetti successivi.

Sanremo 2025, “Eco” e il ritorno alla tradizione italiana

Nel febbraio del 2025 Joan Thiele partecipa per la prima volta in gara al Festival di Sanremo, presentando il brano “Eco”. La canzone rappresenta un nuovo passaggio nella sua evoluzione artistica, confermando l’interesse per una scrittura che intreccia sonorità contemporanee e suggestioni della tradizione musicale italiana. Sul palco dell’Ariston, la cantautrice porta una proposta caratterizzata da un’identità precisa, distante dalle soluzioni pop più immediate. Il brano conclude la competizione al ventesimo posto, ma la partecipazione al Festival contribuisce a far conoscere il suo universo musicale a un pubblico più ampio. Durante la serata dedicata alle cover, Joan Thiele duetta con Frah Quintale sulle note di “Che cosa c’è” di Gino Paoli. Una scelta significativa, che evidenzia il suo rapporto con il repertorio dei grandi autori italiani. La reinterpretazione di un classico del cantautorato diventa così un punto d’incontro tra passato e presente, tra una tradizione consolidata e il desiderio di sperimentare nuovi linguaggi.

“Joanita”, un disco tra memoria, identità e sperimentazione

Il 21 febbraio 2025 esce “Joanita”, secondo album in studio della cantautrice e primo progetto di lunga durata interamente in italiano. Anticipato dai singoli Veleno ed Eco, il disco rappresenta un momento importante nel percorso di maturazione artistica di Joan Thiele. La scelta della lingua italiana, già sperimentata nei lavori precedenti, diventa qui parte integrante di un’identità musicale che continua a confrontarsi con influenze internazionali e suggestioni cinematografiche. L’album debutta alla dodicesima posizione della classifica italiana FIMI e viene successivamente arricchito, nella sua riedizione digitale, dal singolo “Allucinazione”. Con Joanita, la cantautrice sembra consolidare una direzione artistica nella quale il rapporto con la tradizione non coincide con la nostalgia, ma diventa uno strumento per cercare nuove possibilità espressive. Il progetto viene accompagnato da una tournée che attraversa diverse città italiane, arrivando anche in Puglia, a Locorotondo, nell’estate del 2025.

Le collaborazioni e i riconoscimenti

Parallelamente alla carriera solista, Joan Thiele continua a collaborare con numerosi artisti della scena musicale italiana. Nel 2024 partecipa a “Viaggio contro la paura”, brano di Mace realizzato insieme a Gemitaiz, mentre nel 2025 compare in diversi progetti discografici. Tra questi ci sono Che storia sei? di Shablo, con Joshua e Nayt, Milano baby di Fabri Fibra e Occhi diamanti di Frah Quintale. Collaborazioni che raccontano la versatilità di un’artista capace di confrontarsi con il rap, l’urban e il pop senza rinunciare alla propria identità interpretativa. Nel novembre del 2025 riceve il riconoscimento di Cantautrice dell’anno ai Billboard Italia Women in Music, mentre nel gennaio del 2026 arrivano anche due premi speciali nell’ambito dei Rockol Awards, tra cui quello di migliore artista dell’anno. Sono riconoscimenti che accompagnano un percorso costruito attraverso scelte artistiche personali e una continua ricerca di nuove forme musicali.

Joan Thiele, da Battiato a De André: il dialogo con i grandi autori

Il 2026 segna un ulteriore avvicinamento di Joan Thiele al patrimonio della musica italiana. La cantautrice compare nel film “Franco Battiato – Il lungo viaggio”, diretto da Renato De Maria, dedicato alla figura del celebre artista siciliano. Nello stesso anno partecipa alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, esibendosi all’Arena di Verona con “Il mondo”, accompagnata da Roberto Bolle e dal suo corpo di ballo. Il rapporto con il grande repertorio italiano trova un’altra espressione durante il Festival di Sanremo 2026, quando Joan Thiele torna sul palco dell’Ariston come ospite della serata delle cover. Insieme al rapper Nayt interpreta “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De André, brano che appartiene alla storia del cantautorato italiano. La scelta di confrontarsi con autori come Gino Paoli e De André, accanto all’esperienza legata alla figura di Battiato, racconta un interesse sempre più evidente verso una tradizione musicale nella quale parole, ricerca sonora e interpretazione assumono un ruolo centrale. Una tradizione che Joan Thiele non sembra voler riprodurre fedelmente, ma rileggere attraverso la propria sensibilità contemporanea.

Joan Thiele e la libertà di costruire una voce personale

Dagli esordi in lingua inglese fino alla scelta di cantare in italiano, dalle collaborazioni con il mondo urban alle colonne sonore cinematografiche, Joan Thiele ha costruito una carriera caratterizzata da trasformazioni e contaminazioni. La sua musica si muove in uno spazio nel quale i confini tra i generi diventano meno importanti della ricerca di un linguaggio personale. E forse è proprio questo l’aspetto più interessante del suo percorso: la capacità di guardare alla tradizione senza rimanerne prigioniera, utilizzando il passato come punto di partenza per costruire qualcosa di nuovo. In un panorama musicale spesso dominato dalla velocità delle classifiche e dalla necessità di produrre successi immediati, la sua proposta invita a prestare attenzione anche agli arrangiamenti, alle atmosfere e alle sfumature dell’interpretazione. Joan Thiele rappresenta così una delle espressioni di un cantautorato contemporaneo che non rinuncia alla sperimentazione e che trova nella contaminazione tra linguaggi differenti una possibilità di crescita per ricordare che “reinventare” la musica non significa necessariamente rompere con il passato, ma attraversarlo con coraggio e senza timore di far sentire “la propria voce”, seppur diversa.

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