Un lupo ferito e zoppicante avvistato tra le abitazioni di Noicattaro, a pochi metri da una scuola, e successivamente segnalato mentre tentava di inseguire un gatto. Tornano a preoccupare gli avvistamenti di lupi nel comune del Barese, già teatro durante l’estate di aggressioni ai danni di alcuni bambini. L’ultimo caso riguarda un esemplare che, secondo le testimonianze raccolte dall’associazione per la tutela dell’ambiente e della vita rurali, avrebbe una zampa gravemente ferita, forse a causa di un laccio metallico. Una situazione sulla quale è intervenuto anche il WWF, sollecitando una valutazione sull’eventuale cattura dell’animale per consentirne il recupero e le cure.
L’esemplare sarebbe stato filmato martedì 27 ottobre nell’area del parco Scizzo-Campitello, mentre camminava con evidente difficoltà. Secondo quanto riferito da una persona che lo avrebbe osservato da vicino, sulla zampa anteriore destra sarebbe presente un filo metallico penetrato nella carne. Non è escluso che possa trattarsi di un laccio utilizzato per il bracconaggio, circostanza che necessita tuttavia di accertamenti. Gli avvistamenti sarebbero proseguiti nei giorni successivi. Giovedì 29 ottobre, intorno alle 23.10, un lupo descritto come zoppicante sarebbe stato notato tra le abitazioni, mentre venerdì 30 ottobre, intorno alle 14.10, un esemplare con le stesse difficoltà motorie sarebbe stato visto inseguire un gatto, senza riuscire a raggiungerlo. L’episodio sarebbe avvenuto nella stessa zona, a circa 50 metri dalla succursale dell’istituto comprensivo Gramsci-Pascoli, frequentato da bambini e ragazzi. Non è stato accertato che si tratti dello stesso animale.
La presenza del lupo avrebbe spinto alcuni residenti a contattare le forze dell’ordine. Una cittadina ha riferito all’associazione di aver telefonato al 112 nella serata del 29 ottobre, ricevendo come risposta che sarebbero state contattate le guardie ecozoofile. Secondo quanto riportato dall’associazione, tuttavia, le organizzazioni Anpana e Nogez, successivamente interpellate, avrebbero dichiarato di non aver ricevuto richieste di intervento. Le segnalazioni si aggiungono a quelle dei giorni precedenti. Il 26 ottobre tre lupi sarebbero stati avvistati in contrada Iazzo, lungo una strada frequentata da podisti e ciclisti, mentre il 23 ottobre la Polizia locale sarebbe intervenuta nei pressi della rotatoria di Parchitello a seguito della presenza di un esemplare.
Il ripetersi degli avvistamenti riporta l’attenzione sulle misure adottate dopo gli episodi dell’estate. Tra luglio e agosto erano state segnalate diverse aggressioni ai danni di minori, comprese quelle del 4 e del 15 agosto. Per quest’ultimo episodio, le analisi genetiche avevano confermato la presenza del Dna di un giovane lupo appenninico sugli indumenti del bambino ferito. A seguito delle aggressioni, la Prefettura di Bari aveva istituito una task force interistituzionale per coordinare il monitoraggio del territorio e le operazioni di individuazione e cattura degli esemplari ritenuti pericolosi. A settembre era stata catturata una lupa, successivamente liberata con un radiocollare dopo che gli accertamenti genetici avevano escluso il suo coinvolgimento nell’aggressione del 15 agosto.
L’associazione per la tutela dell’ambiente e della vita rurali torna ora a chiedere chiarimenti sull’operatività della task force, contestando i risultati ottenuti fino a questo momento. L’organizzazione segnala inoltre che l’ultima ordinanza comunale con limitazioni all’accesso notturno nelle aree considerate a rischio sarebbe scaduta il 12 ottobre senza essere prorogata. Secondo quanto riferito dall’associazione, anche la riunione convocata in Prefettura per venerdì 30 ottobre sarebbe stata rinviata a data da destinarsi. Non risultano, al momento, comunicazioni ufficiali sulle ragioni del rinvio ne sull’eventuale sospensione delle attività di monitoraggio, circostanza quest’ultima ipotizzata dall’organizzazione. Sulla presenza dell’animale ferito è intervenuto Marco Galaverni, direttore scientifico del WWF, interpellato dall’associazione. “Dal video è evidente si tratti di un animale ferito e in difficoltà, che quindi potrebbe non riuscire a reperire cibo in natura. In questa situazione questo lupo potrebbe essere più propenso a frequentare il centro abitato e a rivolgersi a risorse ‘di facile accesso’ come rifiuti e animali domestici non correttamente gestiti”, ha spiegato. Per Galaverni sarebbe opportuno valutare un intervento mirato. “Dato che la task force attivata dalla Regione Puglia dovrebbe essere ancora operativa, sarebbe opportuno valutare la cattura dell’animale per trasferirlo ad un centro recupero attrezzato”.
Il rappresentante del WWF ha inoltre richiamato la necessità di eliminare le possibili fonti di cibo che possono attirare i lupi verso le abitazioni e di mantenere comportamenti responsabili. Quanto alla ferita, ha sottolineato che dalle immagini non è possibile stabilirne con certezza la causa, pur non escludendo la presenza di un laccio. “È possibile che l’animale abbia un laccio/trappola sulla zampa e che dunque sia stato vittima di un tentativo di bracconaggio”, ha concluso Galaverni, condannando eventuali atti illegali contro la fauna selvatica.
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