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Bari, violenza sulle donne: nella caserma di via Tanzi, “la stanza tutta per sé”

Pubblicato da: Adalisa Mei | Ven, 27 Maggio 2022 - 11:08

Una stanza bianca e beige dai colori tenui dove sentirsi accolte e dove dare speranza di una nuova vita alle donne vittime di violenza domestica. Una camera, che riproduce un ambiente protetto confortevole ed informale, per incoraggiare le donne a denunciare i loro aguzzini e fare un primo passo per riuscire a recuperare quei sogni che le sono state sottratti.

E’ stata inaugurata oggi, ma è già operativa da qualche giorno, e si chiama “La stanza tutta per sé”. Una camera che, il Soroptimist International Club di Bari, ha realizzato nell’anno 2019-2020, con la collaborazione del Comando provinciale dei carabinieri, nella caserma di via Tanzi, 5. E’ totalmente attrezzata, dotata di impianto di videoregistrazione e destinata all’accoglienza e all’ascolto delle donne vittime di violenza.

La camera – ha spiegato nel corso della conferenza stampa di presentazione il comandante provinciale dei carabinieri Francesco de Marchis – ha lo scopo di incoraggiare le donne vittime di violenza a rivolgersi alle forze di polizia. E’ una stanza che può favorire un approccio meno traumatico con gli operatori e allo stesso può concretamente aiutare la vittima fornendole una sensazione di protezione e riservatezza nel momento della formalizzazione della denuncia.

Ad oggi le stanze in tutta Italia sono 150 – ha continuato de Marchis. La violenza sulle donne si propone giornalmente in tutta la sua drammaticità. Anche i dati lo confermano: le stazioni dei carabinieri in tutta la provincia di Bari hanno ricevuto ben 523 denunce di atti persecutori, maltrattamenti e violenze sessuali con un incremento del 10% rispetto allo scorso anno. Nei primi 4 mesi di quest’anno sono già 140 le denunce alle nostre stazioni. Sono dati che dipingono un quadro estremante preoccupante.

Molto spesso la violenza si annida tra le mura domestiche e molto spesso è complicato chiedere aiuto, perché la vittima è legata al suo aggressore da vincoli affettivi. Quindi non è mai facile denunciare. Spesso – precisa ancora il comandante – il passo più difficile è proprio il primo, anche per la vergogna di raccontare i dettagli di vita privata e anche il timore di rimanere sole. Anche l’ambiente freddo della stazione di polizia può risultare un ostacolo alla denuncia. La “stanza tutta per sé” risponde proprio a questa esigenza: le donne sono aiutate a vincere il timore delle ritorsioni e anche a superare i sensi di colpa che spesso accompagnano i racconti della vittima”. A breve sarà operativa un’altra stanza a Trani.

La prima “stanza tutta per sé” fu realizzata dal Soroptimist International a Torino nel 2014, nella caserma di Mirafiori. Nel 1921, a Oakland in California, nacque il primo Club Soroptimist, con 80 socie fondatrici, oggi è diffuso in 132 Paesi, conta oltre 3000 Club con un totale di circa 75mila socie. Dopo più di un secolo, il Soroptimist International è una organizzazione operante a carattere mondiale, senza fine di lucro, che riunisce donne con elevata qualificazione in ambito lavorativo e opera attraverso progetti diretti all’avanzamento della condizione femminile, la promozione dei diritti umani e l’accettazione delle diversità. Il Soroptimist International d’Italia da anni si batte contro la violenza femminile, realizzando varie iniziative volte a tale scopo, tra le quali il progetto una “Stanza tutta per sé”.

Il tema della tutela delle vittime di violenza di genere, rappresenta un settore strategico nell’ambito delle politiche di prevenzione e contrasto poste in essere dall’arma dei carabinieri. In questa ottica, in virtù di un protocollo di intesa tra il ministero della Difesa e il ministero per le Pari Opportunità, cui è seguita una Convenzione di attuazione tra il Dipartimento per le Pari Opportunità e il comando generale dell’arma dei carabinieri, è stata istituita la Sezione Atti Persecutori, ne reparto analisi criminologiche del raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche, che ha – tra l’altro – il compito di contribuire alla formazione e all’aggiornamento professionale dei militari di ogni ordine e grado, in tema di reati connessi con la violenza di genere.

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