\r\n\r\nhttps://youtu.be/CT0IS04lC_0\r\n\r\nBARI – Persino i gabbiani conoscono gli orari di chiusura del mercato della vergogna. Siamo a Japigia dove i residenti della zona delle case popolari, tra via Peucetia, via Pitagora e viale Japigia, convivono da anni con i rifiuti e una manutenzione inesistente. Le aiuole sono delle discariche a cielo aperto, i marciapiedi dissestati e pieni di cassette di legno lasciate dai venditori ambulanti, i viali sono impercorribili in alcuni punti, senza dimenticare la presenza di topi che scorrazzano liberamente.\r\n\r\n”L’anno scorso – raccontano i residenti  – abbiamo raccolto 450 firme e le abbiamo consegnate al Comune chiedendo di risolvere questo problema: qui la situazione è invivibile e siamo davvero stanchi”.\r\n\r\nIl problema è legato ad un vecchio contenzioso tra Arca e Comune: le aree interne alle case popolari sono di competenza dell’Arca, ma pochissimi sono stati gli interventi di manutenzione effettuati. Per questo l’attuale amministrazione ha sollecitato una serie di azioni di ripristino dei marciapiedi, di pulizia degli alberi e delle aiuole. Così come sta procedendo ad un incremento dei controlli da parte dei vigili urbani durante il mercato di via Peucetia.\r\n\r\n”Noi ringraziamo gli assessori al Commercio Carla Palone e ai Lavori Pubblici Giuseppe Galasso che si sono mossi in nostro aiuto – denunciano ancora – ma il Comune dovrebbe risolvere una volta per tutte questa situazione con l’Arca e prendersi in carico le aree interne”.\r\n\r\nA creare i disagi maggiori è la presenza del mercato (che sarà soppresso solo quando sarà realizzata la struttura in via Pitagora). “Viviamo in un incubo – proseguono – gli ambulanti lasciano di tutto nelle aiuole, parcheggiano persino i loro camioncini e più volte abbiamo dovuto pagare con le nostre tasche gli interventi di manutenzione”.\r\n\r\nLa zona più problematica è quella tra viale Japigia e via Pitagora, dove si concentrano i pescivendoli. “Persino i gabbiani sanno che alle 14 possono trovare residui di pesce in mezzo alla strada – concludono i residenti esasperati – senza considerare che non vengono neanche rispettate le più elementari norme igieniche. Ci dissero che entro la fine dello scorso anno si sarebbe chiusa la diatriba tra Arca e Comune, ed invece siamo ancora qui”. A sperare di non inciampare in un marciapiede dissestato o di non incrociare una carcassa di topo.

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