BARI – Un milione e mezzo di euro che la Città metropolitana deve ancora alla Fiera del Levante. Senza questi fondi, gli stipendi del personale sono a rischio. La denuncia è della Fisascat Cisl di Bari che ha sollevato la problematica durante un incontro tra il presidente della Fiera del Levante, Ugo Patroni Griffi, e i sindacati di categoria. Per la Cisl erano presenti Giuseppe Boccuzzi (Segretario Generale della Cisl di Bari) e Ruta Maria (Segretario Generale della Fisascat Cisl di Bari).

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Sono state affrontate diverse tematiche, dall’analisi della situazione finanziaria a quella del personale, dallo stato in essere dell’iter della concessione di gestione alla Fiera di Bologna e Ferrara, alla mobilità infragruppo nelle società partecipate dei soci fondatori e della Regione al pagamento del contributo straordinario della ex Provincia di Bari e del contributo ordinario dei soci fondatori.

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“Dopo la nostra denuncia – spiegano Giuseppe Boccuzzi, segretario generale Ust Cisl Bari e Maria Ruta, segretario Fisascat Cisl Bari – la Fiera si è messa subito in contatto  con la Città Metropolitana che ha assicurato l’arrivo dei fondi. Abbiamo chiesto anche un impegno per sollecitare il pagamento del contributo ordinario dei soci fondatori. La situazione occupazionale resta ancora fortemente preoccupante, in quanto su 39 dipendenti in forza, tra le 16 e  18 unità lavorative ci vengono dichiarate in esubero. Riteniamo – aggiungono – pertanto, di lanciare un allarme nei confronti delle istituzioni (Comune di Bari e Regione Puglia in primis) che da ormai tre mesi hanno sottoscritto un protocollo per dare attuazione alla mobilità infragruppo dei dipendenti in esubero della Fiera, che ricordiamo non è un optional ma un dovere di legge, ma a tutt’oggi nemmeno l’ombra di una chiamata o di una posizione lavorativa offerta concretamente”. Il sindacato chiede al sindaco Antonio Decaro e al presidente della Regione, Michele Emiliano, di intervenire il prima possibile.

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“Il presidente ha confermato la fine del suo mandato a partire dal 15 marzo – concludono – e abbiamo espresso preoccupazione per la futura gestione dell’ente. Per cui chiediamo che venga effettuata una scelta che sia funzionale e che soprattutto non appesantisca i conti dell’ente, con promozioni interne o compensi esosi per eventuali commissari chiamati a gestire questa ultima fase del processo, che sicuramente sarà la più difficile”.

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