Presentati a noi e ai nostri lettori in poche parole, in pochi caratteri direbbe Twitter, usa insomma le prime che ti vengono in mente per definirti.\r\n\r\nSpontanea, solare, ribelle, iperattiva.\r\n\r\nTi senti una predestinata o quello che adesso stai facendo è frutto essenzialmente del caso?\r\n\r\nSe così si può dire, predestinata! Non avrei potuto e voluto fare altro che questo. Mi sento una privilegiata, perché faccio esattamente ciò che amo!\r\n\r\nDove e quando è cominciata la tua avventura?\r\n\r\nNasce da ragazzina. Ho avuto la fortuna di avere una famiglia che ha sempre preferito la qualità al risparmio. La passione e l’attenzione delle donne della mia famiglia (mamma, nonna e zia) che cucinavano spesso insieme, pasta fresca, passata di pomodori, tonno sott’olio, mi ha travolta, contagiata e cucinare per me è come rivivere momenti di famiglia. Grazie a mio zio, cacciatore e pescatore per passione, abbiamo avuto sempre prodotti freschissimi e apprezzarli è stato naturale! Faccio qualche esperienza iniziale, poi ne faccio una più importante che mi insegna a lavorare su grandi numeri alla carta, a organizzare il lavoro, gestire oltre 50 tavoli per volta, a mantenere la concentrazione anche quando hai in sala tra le 180 e le 250 persone! È stato formativo, divertente e capisci che fare squadra fa la differenza. Poi approdo qui dove ho potuto e posso ogni giorno dare libertà alla mia fantasia.\r\n\r\nRaccontaci la tua missione, il tuo obiettivo finale, lo scopo che ti spinge a svegliarti e a fare quello che fai.\r\n\r\nFar felice chi mi sceglie! Sembra facile, eh? Eppure per riuscirci, chi fa questo come me, è sempre immerso nei propri pensieri. Creo un piatto, lo rielaboro e lo perfeziono finché non è in linea con quello che immaginavo. Non c’è nulla di più appagante che ricevere un ringraziamento da chi tra tanti ha scelto di assaggiare te! E ti auguri sempre che in quel momento, si percepisca al palato e all’olfatto quello che c’è di te e l’amore che ci hai messo dentro. L’obiettivo è crescere sempre! Rinnovarmi, apprendere, migliorare, imparare e stupire e ovviamente rincorrere grandi risultati! Chi non li vorrebbe?!\r\n\r\nAssegnando delle percentuali, secondo te, per riuscire nella vita, quanto conta la fortuna, quanto la bravura e quanto la caparbietà?\r\n\r\nDirei che sono suddivise alla pari! Anche la fortuna conta. Come dice Bonolis, il fattore C conta! Posso aggiungerne una? Metterei l’ambizione, senza ci si accontenta, di conseguenza si muore!\r\n\r\nIl tuo legame con la tua terra d’origine. Quanto c’è di lei nelle creazioni alle quali dai vita, e soprattutto quanto c’è di lei in te?\r\n\r\nQuesta terra…e chi ci rinuncia? Insomma, guardiamoci intorno, abbiamo tutto! La mia carta è stagionale e il pesce del mio ristorante proviene esclusivamente dal mare, senza allevamenti. Se c’è tormenta, mi penalizza. Dunque i miei piatti nascono da lì, dalla scelta di mettere in risalto ciò che la natura mi offre ogni giorno e il tutto si mischia a quello che è il mio bagaglio, i miei ricordi, le mie tradizioni!\r\n\r\nSei un fanatico del ”fast” o il tuo stile è più orientato verso lo ”slow”?\r\n\r\nSlow…Si tratta di una cucina attenta alla scelta delle materie prime, alla quale approcciarsi senza preconcetti lasciandosi talvolta anche sconvolgere (passami il termine) da accostamenti inusuali o azzardati!\r\n\r\nChiudi gli occhi e visualizza un’istantanea in particolare, un momento, un attimo, una situazione nella quale hai pensato ”c***o ce la posso fare sul serio ”.\r\n\r\nSarebbe scontato dire “quando tocchi con mano ottimi risultati”! Ma non è solo questo. Io lo penso quando vedo anche tutti i giorni che sala è cucina viaggiano nella stessa direzione, quando tutti vogliamo ottenere gli stessi risultati, quando sei in crescita e tutto va bene. Fammelo dire, l’orgoglio spregiudicato ti assale!\r\n\r\nCome tutti, presumo, avrai affrontato anche tu nel tuo ambito lavorativo momenti di scoramento, che ne so, con qualche collega, con un socio, o con l’opprimente e macchinoso titano della burocrazia, come ne sei venuto fuori?\r\n\r\nChiunque ha momenti no! Anch’io! Quando fai del tuo meglio e sai che non c’è errore ma vedi che tecnica e studio sono direttamente proporzionali al malumore o buonumore di chi mangia. Quando vedi che il solo tribunale a giudicarti è fatto quotidianamente dal gusto personale. Cosa succede? Che ti alzi, ti guardi allo specchio, pensi alla quantità di sacrifici che fai ogni giorno…li rapporti a tutto questo e ti dici senza pudore:” f***o! Io oggi vado al mare!”. Poi chiudi gli occhi, respiri, pensi alla parte bella del tuo lavoro, a quello che provi mentre ti sporchi le mani di impasti e il grembiule di farina, a quando, anche se i tuoi capelli sanno come le fritture che hai appena fatto, ti piace lo stesso e prendi le chiavi, la tua giacca da cucina e vai al lavoro sapendo che non vorresti essere in nessun altro posto se non lì!\r\n\r\nWoody Allen diceva che l’arte del cinema si ispira indubbiamente alla vita. La tua arte, invece, a cosa si ispira?\r\n\r\nAlla natura! In tutte le sue forme! Ai miei ragazzi insegno a rispettare le materie prime che trattiamo, i loro profumi e consistenze naturali senza forzature e ad avere una particolare attenzione per i colori!

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