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Il Bari frena in casa con il Modena. Il pari ha effetti reali sulla classifica e i pugliesi scivolano due posizioni indietro, al quinto posto, superati dal Trapani e dal Pescara (miglior punteggio negli scontri diretti). Per un’ora gli emiliani (solo sette punti in trasferta in tutto il torneo) hanno gestito il gioco e a tratti mostrato maggiore iniziativa di Defendi e compagni, apparsi fiaccati e prevedibili (senza Dezi, ko per una influenza). Solo dopo il gol subito (dall’ex contestato Bentivoglio) Rosina e compagni hanno iniziato ad alzare il ritmo, costruendo i presupposti per il pareggio firmato dell’ex Zenith con una magia sotto la traversa. Ora a Perugia bisognerà andare a fare bottino pieno per non perdere terreno nella griglia play off.

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La chiave tattica. Il pressing degli emiliani spegne le poche idee del Bari

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Sul piano tattico l’undici di Bergodi ha vinto ai punti: con un pressing alto ha ridotto il margine di manovra del Bari, costretto a far uscire -rischiosamente – i terzini in dribbling dalla difesa. Nel finale, con Maniero e De Luca l’attacco ha avuto più spunto e imprevdeibilità: non abbastanza per vincere.

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Il punto di forza. Rosinaldo è un lusso per la B

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Rosina è un giocatore in grado di fare la differenza nella cadetteria: due spunti e due occasioni straordinarie costruite con una azione personale, la prima fuori misura per poco, la seconda in gol sotto la traversa. La speranza è che nelle gare che contano, le finali play off, mantenga questa capacità cinica di incidere.

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Il punto debole. L’immaturità di Puscas e Donkor si paga

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Il Bari, povero di soluzioni difensive, deve affidare ancora una volta la fascia destra all’acerbo Donkor, che crea con un evitabile fallo l’occasione per far diventare “bomber” su punizione il fischiatissimo Bentivoglio. Puscas, come all’andata titolare contro il Modena, non ne ha presa una. Perché tenerlo in campo tutti quei minuti?

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La curiosità. Bello lo spettacolo offerto dai discepoli di Galeone

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Bari e Pescara avevano ben quattro ex del Pescara di Galeone (tra tecnici e vice): dal vecchio maestro Camplone e Bergodi hanno preso il timbro di fabbrica di allenatori dal calcio propositivo e a tratti spettacolare. Il pubblico del San Nicola (ventimila) ringrazia perché non si è annoiato nemmeno per un minuto.


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