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Si  appena concluso il Bgeek, il festival tutto barese dedicato al fumetto, ai videogiochi, al cinema e a tutti quei passatempi geek, appunto. L’edizione del 2016 ha visto ospiti di altissimo profilo, soprattutto nel campo del fumetto, che la fiera ha attinto dal panorama locale, nazionale e internazionale.\r\n\r\nTra questi c’è Roberto Reccchioni, rockstar del fumetto italiano, che ha collaborato per Bonelli, Rizzoli, Disney e Panini tra gli altri. Al momento è impegnato come curatore di Dylan Dog e come autore per Orfani e nella ristampa di John Doe. Inoltre, alcune delle opere di Recchioni sono attualmente in mostra al Museo Civico di Bari.\r\n\r\nProprio a proposito di queste sue ultime vicissitudini  lavorative noi di Borderline24 lo abbiamo intervistato per voi.\r\n\r\nIl suo ultimo progetto è legato al territorio barese con la mostra al museo civico. Com’è stato vedere le sue vecchie opere?\r\n\r\nL’effetto che mi hanno fatto le opere è stato particolare, sin dal momento da cui le ho dovute scegliere perchè era da tanto che non andavo a vedere il catalogo. Non mi sono fatto scrupoli, nel senso che ho preso alcune delle mie opere preferite che però sono cose pornografiche, pesanti, provocatorie; non mi sono fatto inibire dal contesto.\r\n\r\nIn questo momento per esempio contiene un’esposizione dedicata alle caricature fatte da un prete; è un divertente accostamento. E’ stato un piacere rivederle tutte insieme [le opere], è stato piacevole vedere il percorso che hanno costruito dai miei esordi come disegnatore ad oggi. Poi il mio lato di disegnatore viene sempre messo in secondo piano rispetto a quello di autore, quindi è stato bello vederlo premiato in questa maniera.\r\n\r\nI suoi progetti più recenti contano lavori come Dylan Dog, Orfani, I maestri dell’avventura, la ristampa di John Doe, e la vedono nel ruolo di curatore o autore. Qual è stato quello che le ha dato più soddisfazione e perché?\r\n\r\nTutti diversamente. E’ come chiedermi a che figlio voglio più bene. Ognuno di questi progetti ha dei punti che mi scaldano il cuore. Ad esempio I Maestri è una collana che io non scrivo direttamente, ma mi fa piacere trovare lavoro per giovani che stimo e che si fanno le ossa su quelle collane, che ottengono così un’entrata forte nel mondo del lavoro.\r\n\r\nBattaglia è un personaggio legatissimo a me, e mi fa piacere vedere che sia ancora vivo. John Doe, è il fumetto che mi ha dato il successo e mi portato dove sono oggi, alla guida di Dylan Dog, quindi vedere la nuova edizione dopo la genesi 13 anni fa è una testimonianza del fatto che il progetto ha funzionato.\r\n\r\nDylan Dog è una responsabilità enorme nei confronti del suo pubblico, che non ho conquistato io, ma che ha creato Tiziano (Sclavi n.d.r) e nei confronti di Tiziano stesso e della Bonelli editore; perché Dylan è il secondo fumetto più venduto in Italia, è il secondo fumetto più venduto della Sergio Bonelli Editore. E’ una delle travi portanti della Bonelli, quindi quando Dylan Dog va bene, la Bonelli è più sana. E’ difficilissimo decidere tra di loro ma se se ti devo dire cosa mi emoziona di più è probabilmente John Doe.\r\n\r\nVisto che lei ingaggia con i social media, volevamo sapere cosa ne pensa del rapporto di questi mezzi di comunicazione con il mondo del fumetto. Se sono più utili o dannosi alla diffusione dei comics.\r\n\r\nQualsiasi piattaforma che permetta la comunicazione è una cosa buona a prescindere. Poi dipende da come la gente la usa. Quando la si usa bene si può fare qualcosa di utile, anche promuovere sè stessi e creare qualcosa. Vedi Zerocalcare che parte dal blog e poi diventa il fenomeno che è oggi. Nonostante le liti è uno strumento bellissimo, una grande piazza utilissima.\r\n\r\n 


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