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Cosmicomio è – nell’interpretazione del Duo Bucolico – il manicomio siderale e surreale nel quale viviamo, e dal quale provengono le canzoni che troviamo nel sesto album dell’irriverente band formata dai due cantautori Antonio Ramberti e Daniele Maggioli.

Diverse le collaborazioni nel lavoro: la strumentale Senza Te Sto vede la presenza dei Supermarket, mentre in Barbanera cantano e suonano Ruben e Igor Camills dei Camillas; altrove troviamo Vincenzo Vasi. La copertina del disco (che ritrae il Duo Bucolico in una veste che a qualcuno potrà ricordare i Rockets) è invece opera di Lorenzo Kruger dei Nobraino.

Nel tour in corso, il Duo Bucolico passerà pure dalla Puglia, con due tappe: a Torre Santa Susanna (Br) il 10 Agosto (al Barcollo) e a Castellaneta (Ta) l’11 Agosto (al Garden).

Al di là della costanza sul tema “cosmico e comico”, come avete voluto caratterizzare Cosmicomio?

Cosmicomio è nato in una settimana di delirio da ragioniere, dalle nove di mattina all’una di pomeriggio in una abitazione casuale (come sempre) del Maestro Ramberti. Un disco pieno di idee ed umori vissuti sul momento, con particelle impazzite di sogni della sera prima, con la zavorra misteriosa e meravigliosa di tre figli, con il drappo solenne dell’esperienza da usare e dosare come tutti i bambini cresciuti giudiziosi e consapevoli che “il caso” e ” la botta di culo” vanno rispettati fino ad un certo punto. Il Cosmo come entità predominante del disco è arrivato dopo, a sorpresa. Stavamo scrivendo un disco spaziale senza saperlo. Stavamo rivolgendo i nostri nasi all’insù pensando di osservare la Terra ed i suoi abitanti.

In Cosmicomio c’è anche il primo brano strumentale per il Duo Bucolico.

I Supermarket sono fratelli da sempre, in Romagna viviamo un momento magico di grande fusione e collaborazione tra gruppi e progetti di varia natura. Il Duo Bucolico è sempre stato promotore di scambi e intersezioni tra le varie realtà musicali della nostra zona, ne nasce il motto: “nocca – noccona”, una sorta di ingranaggio che unisce le nocche dei pugni e fa di Noi, così diversi e istrionici, un’unica possibilità artistica, qui e ora.

Il Duo Bucolico rimane sempre fedelmente legato a una matrice popolare.

Bella domanda! Come essere avanguardisti rimanendo comunque legati alle tradizioni? Probabilmente trattasi di una bella questione che non ci siamo mai posti. Siamo nati sulle balle di fieno, affrontiamo i parcheggi e i palchi delle metropoli, parliamo del cosmo con i ritmi cari a Tonino Guerra. Chi mai saprà dire qual è la nostra vera natura? Noi no, meglio così.

I temi che il Duo Bucolico ha affrontato nei suoi brani sono i più svariati. Cosa può darvi lo spunto per scrivere e mettere in musica?

Quando siamo in tour le ore da passare in furgone sono tante, troppe. Le idee buone  e le stronzate si intersecano fino a diventare un’identità unica. In genere tutto quello che scaturisce da questo assemblaggio di stanchezza e chilometri viene abbandonato alla prima occasione buona e gettato nel purgatorio delle canzoni invisibili. Nei dischi finiscono idee improbabili e nuove, nate nell’attimo della genesi stessa del disco: sono influenzate dal furgone solo in parte. L’ispirazione può arrivare da qualsiasi cosa. Una volta a Messina abbiamo visto un tizio che raccoglieva dal marciapiede un’arancia marcia. L’ha guardata, l’ha raccolta, l’ha pulita e dopo averla sbucciata l’ha inglobata in sé, ingoiandola intera alla guisa dei pitoni. Forse un giorno ne nascerà una canzone.

Come sarà l’estate nel Cosmicomio?

L’estate è totalmente full. Ci chiamano ovunque, da tutte le parti d’Italia e questo ci riempie di orgoglio. Tutte le nostre date le riportiamo sul sito www.duobucolico.com, nonostante questo c’è ancora gente che ci scrive «Perché non venite a Bordighera?» Come se fosse un nostro capriccio non volerci andare! Ma che cazzo, se mi chiamano da Bordighera certo che ci vengo! A proposito, conoscete l’assessore alla cultura di Bordighera?


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