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Su trenta campionamenti eseguiti lungo le coste pugliesi tra il 18 e il 22 luglio, sette sono fuori dai limiti di legge e tra questi sei sono definiti “fortemente inquinati”. Le criticità si concentrano maggiormente nei tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali come a Manfredonia, alla foce del torrente Candelaro e a Vieste. Sono i dati forniti da Legambiente al termine della campagna Goletta verde, l’imbarcazione che monitora lo stato delle acque italiane per rilevare il livello di inquinamento dei mari e prevenire le ricadute di cattive politiche ambientali sulla salute dei bagnanti e sul paesaggio.

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Buone notizie per chi va al mare nel Barese: i campioni prelevati a Polignano a Mare, Monopoli e in città, vicino alla Fiera del Levante, hanno tutti un grado di inquinamento entro i limiti consentiti.

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“Dai monitoraggi della Goletta verde – afferma Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – risulta migliore la qualità delle acque di balneazione in Puglia anche se permangono criticità su tutti i tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali. La situazione migliora anche sul fronte della depurazione: diminuiscono sia gli impianti che scaricano nel sottosuolo che quelli soggetti a scarichi anomali e scendono a 27 i comuni pugliesi sottoposti a procedure di infrazione”.

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Secondo i rilevamenti di Goletta verde, infatti, il 20% dei depuratori pugliesi continua a non essere a norma: “Chiediamo al governatore Emiliano – continua Tarantini – di istituire una cabina di regia fra assessori per affrontare in maniera organica il problema del recupero e dello smaltimento dei fanghi di depurazione la cui produzione aumenterà nei prossimi anni”.

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“Abbiamo costituito un tavolo per fotografare la situazione in maniera concreta, stabilendo qual è la quantità di fanghi che può essere riutilizzata previa trasformazione e poi impostare il loro smaltimento”, risponde Giovanni Giannini, assessore alle Infrastrutture e alla mobilità della Regione Puglia. “Per la questione dei rifiuti – prosegue – abbiamo predisposto l’utilizzo di una tratta ferroviaria in disuso da Gioia del Colle fino a Spinazzola e poi Barletta per il trasporto notturno dei rifiuti, prevedendo la realizzazione di un centro di raccolta  a monte e di un impianto di compostaggio a valle che consentirebbe di smaltire non solo i fanghi ma anche l’umido prodotto dai Comuni sul percorso”.


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