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“Renzi non ha intenzione di conciliare salute e lavoro. Non a caso ha svenduto l’Ilva di Taranto ai privati dandogli l’immunità, chi dirigerà l’Ilva di Taranto potrà uccidere con i fumi tossici chissà quanta gente e avrà la totale immunità da responsabilità penali”. Lo ha detto, si legge in una nota del M5S, il vice presidente della Camera dei deputati, Luigi Di Maio, arrivato in Puglia insieme al deputato M5S pugliese Giuseppe Brescia per incontrare i neo-sindaci M5S di Ginosa (Taranto) e Noicattaro (Bari), Vito Parisi e Raimondo Innamorato. Una visita avvenuta in contemporanea con l’arrivo di Renzi a Taranto. “Piuttosto – ha proseguito Di Maio – si vuole continuare ad alimentare il ricatto occupazionale senza intaccare gli affari dei soliti noti di questo Paese. Se si volessero veramente conciliare salute e lavoro – ha aggiunto il vice presidente della Camera – si avvierebbe un programma di riconversione industriale di bonifica di quei terreni reimpiegando gli operai che oggi sono nell’Ilva. Avrà la forza il governo Renzi di mettersi contro sia coloro che gli hanno finanziato la campagna elettorale, ovvero il gruppo Riva, sia i sindacati che oggi non proteggono più i lavoratori ma molto spesso fanno solo delle dinamiche protezionistiche del loro potere? Secondo me non hanno le mani libere”. Secondo Di Maio, per un “vero piano di riconversione a Taranto” c’e’ bisogno innanzitutto “di mani libere e crediamo che il Movimento 5 Stelle possa farcela in un’opera di riconversione e riqualificazione di quell’area”. Quanto all’incontro con i sindaci pentastellati, “ci siamo fatti spiegare – ha detto Di Maio – quale fosse la situazione dei bilanci e purtroppo in alcuni casi i problemi di buco di bilancio sono enormi perché chi ha governato negli ultimi 15 anni ha banchettato alla faccia dei cittadini e delle tasse che pagavamo. Noi non ci scoraggiamo e porteremo avanti un piano di risanamento dei debiti attraverso il taglio degli sprechi e privilegi che avevano gli amministratori precedenti, privilegi che a noi non servono. Una cosa deve essere chiara: chi ha ridotto in macerie questi comuni deve pagare. Ho dunque consigliato ai nostri sindaci – ha concluso – di portare ogni carta sospetta che trovano in Procura della Repubblica facendo fare il loro lavoro ai magistrati”.


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