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Ancora scontro tra Comune e Università sulla questione Tari. La proposta dell’amministrazione di considerare ad esempio gli uffici dei docenti non come luoghi di formazione (e quindi con una tassa minore) ma allo stesso piano di caserme, carceri, ricevitorie non piace all’Ateneo che ha chiesto o una modifica o almeno di utilizzare i fondi della tassa sui rifiuti versati dall’Università per migliorare i servizi degli studenti. Sulla questione interviene Carlo De Matteis, consigliere di amministrazione per la coalizione Up. “Il contenzioso con il Comune è qualcosa che mi lascia sempre più perplesso – commenta – anziché pensare a come valorizzare, insieme alle sue Università che ne rappresentano il faro culturale, il futuro dei giovani baresi e di Puglia, pare ci sia maggiore interesse verso l’assurdo censimento come uffici privati di numerosissime delle strutture degli Atenei baresi. L’Università continua a tentare una via di dialogo che porti al beneficio comune, ma non vi sono risultati a riguardo: avrei gradito peraltro che la questione fosse affrontata anche in sede di tavolo tecnico che, nonostante le promesse, non si è più riunito a luglio. Adesso – aggiunge il rappresentante degli studenti –  il Comune deve dirci che fare: da par mio, ritengo che un corretto investimento sarebbe quello di incrementare, con le cifre riscosse e prescindendo dalla valutazione degli spazi, il contingente delle borse di studio dell’Università, intervenendo anche sugli assegni di ricerca e sui dottorati. Solo in questa maniera  – conclude – questa assurda situazione potrebbe trovare una conclusione degna di un ente che, riconosciuto il ruolo del suo principale Ateneo, pone fine alle polemiche facilitando il percorso accademico di chi non si può permettere di iscrivere i propri figli all’Università”.


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