Escobar- Recensione

Al cinema una nuova, grande interpretazione di Benicio Del Toro con il suo Escobar

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Cabtutela.it

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Conoscere i parenti della propria fidanzata è un momento che genera in tutti gli uomini un po’ di tensione, ma la situazione non può che peggiorare se la ragazza in questione è niente di meno che la nipote prediletta di Pablo Escobar. Questo è quello che succede a Nick (Josh Hutcherson), giovane surfista canadese approdato sulle coste colombiane con il fratello e la cognata per insegnare la sua arte e vivere il paradiso perduto dell’America latina. Come nella maggior parte delle storie, l’amore è il motore principale della narrazione e anche qui la vicenda comincia con Nick che incontra Maria, bella, ricca e altruista e di ottimi natali.

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Paradise Lost, esportato nelle nostre sale con il titolo di Escobar, è il ritratto – osservato da uno sguardo trasversale – di uno dei personaggi più emblematici della criminalità internazionale, il narcotrafficante colombiano Pablo Escobar. Con questo film il regista e attore italiano Andrea di Stefano ha dato a Benicio del Toro la possibilità di mettere in piedi un’altra importante performance da aggiungere alla lunga lista di sfide interpretative da lui vinte a mani basse.

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Nick è quello che in letteratura chiamiamo falso protagonista, espediente narrativo volto a confondere lo spettatore e a dare maggior risalto al vero personaggio principale che – in questo caso – è proprio Escobar. Lo spettro costante del patròn, unito all’interpretazione  – irraggiungibile per qualunque altro membro del cast – di Del Toro, rendono lo zio Pablo il vero fulcro del racconto e probabilmente il motivo più grande, se non l’unico, per vedere il film.

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Escobar Clip
Escobar Clip
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Non sorprendente ma corretta la ricostruzione della doppia faccia del personaggio di Escobar, benefattore e patriarca di una grande e felice comunità familiare da un lato e spietato assassino, cinico e senza alcun senso del limite dall’altro. Il regista, che ha anche scritto di suo pugno soggetto e sceneggiatura, insiste molto sul rapporto del narcotrafficante con Dio, insistendo sul paradosso del credente sanguinario. In alcune scene del film si evince che – su tutte, l’ultima confessione prima dell’arresto –  il rapporto di Escobar con la credenza è talmente viscerale da farlo immedesimare nella condotta divina; il patròn dispensa benefici e punizioni e decide della vita e della morte dei suoi sottoposti, travolgendo chiunque intralci la realizzazione dei suoi progetti.

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Tutto il resto del film ruota in maniera accessoria attorno all’interpretazione di Del Toro. Così come la trama altro non è che un pretesto per raccontare la figura di  Escobar nello storico momento del suo arresto, allo stesso modo gli altri personaggi si appiattiscono per dare il massimo risalto al suo protagonismo assoluto.

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Escobar Clip
Escobar Clip
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Nick, quella che dovrebbe essere la controparte positiva del signore della droga, è interpretato dal giovane Josh Hutcherson, visto nella saga di Hunger Games. Purtroppo l’espressività fissa dell’attore fa sfumare la possibilità di dare dignità a un personaggio che -per quanto minore – è, tutto sommato, ben scritto. Lo stesso discorso vale per gli altri comprimari, tutti i cosiddetti buoni: facce pulite, agnelli sacrificali senza personalità.

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Escobar merita una visione, soprattutto per chi vuole godersi, dopo la versione raccontata da Narcos, un bel contributo alla mitizzazione del personaggio di Escobar al cinema, lontano dal giudizio, con tutto il fascino sinistro di questa stupefacente rock star.

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Escobar
[table sort=”desc”]\r\nTitolo,Escobar\r\nRegia,Andrea Di Stefano\r\nSceneggiatura,Andrea Di Stefano,Francesca Marciano\r\nCast,Benicio Del Toro, Josh Hutcherson, Claudia Traisac\r\nGenere,Drammatico\r\nDurata,120 minuti\r\nData di Uscita,25 agosto 2016\r\n[/table]

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