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“A Bari il servizio Amtab è inefficiente. I bus sono vecchi e in ritardo, pochi pagano il biglietto e gli autisti sono a rischio aggressione”. A parlare è la sindacalista di Cambia-Menti M410 e autista Atac romana Micaela Quintavalle oggi a Bari per incontrare il personale Amtab  e discutere della situazione del trasporto pubblico in Italia e della minaccia da parte delle istituzioni di privatizzare l’azienda. Interrogata sulle problematiche principali, Quintavalle ha denunciato la condizione dei lavoratori dei trasporti pubblici e le mancanze da parte dei cittadini e della politica.

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Perché no alla privatizzazione?

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La situazione è drammatica in tutta la penisola, c’è un disegno alquanto macabro per cui si vuole far cambiare opinione agli utenti – che nel 2011 con un referendum hanno votato per un servizio pubblico di qualità – per privatizzare tutte queste aziende. Vorremmo puntare l’attenzione sui cittadini e spiegare loro che la privatizzazione non porterebbe una miglioria. Amtab ha una situazione critica forse un po’ meno di altre realtà italiane, ma critica: escono solamente il 70 per cento delle vetture, i mezzi sono fatiscenti, abbiamo un’insufficienza di autobus e di personale viaggiante, un esubero è presente solo nel settore amministrativo, andrebbero rimpolpati i settori dei meccanici, degli operai, dei verificatori (al momento ce ne sono solo 18), ma la privatizzazione non è una soluzione. Le conseguenze della privatizzazione sarebbero drammatiche, l’abbiamo visto nel centro Italia, a cominciare dall’Ataf a Firenze grazie al caro Renzi. Ci sarebbe la saturazione dei turni, il privato per guadagnare farebbe contratti da 39 ore, eccessive per l’autista che può andare in bagno, non ha la pausa pranzo. Gli utenti prenderebbero un mezzo con un autista che per non perdere il bonus va a lavorare con la febbre: un impiegato che va a lavorare con 40 di febbre al massimo fa cadere un fermacarte, noi ammazziamo la gente.

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Che soluzione proponete? 

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In Amtab c’è un’evasione del biglietto impressionante. Non servono fondi esterni, l’Amtab ha già in sé le risorse. Dopo un adeguato corso di formazione, si potrebbe dare ai colleghi la possibilità di effettuare le verifiche del titolo di viaggio. A quel punto lo straordinario dei colleghi lo paghi con i biglietti che vengono acquistati. Nel momento in cui si recuperano tutti i soldi dell’evasione dei biglietti, si deve avere come responsabile una persona pulita, onesta, trasparente e competente, per reinvestirli nell’acquisto del parco macchine, nell’acquisizione di nuovo personale viaggiante. L’azienda che diventerebbe competitiva a livello aziendale, senza privatizzare nulla.

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Parliamo di sicurezza sui mezzi: le telecamere sono davvero una soluzione?

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Le telecamere sono un’ottima soluzione, ma sono uno step successivo. Le aggressioni con le pistole, coi pugnali, con i pugni sono casi estremi, però è pur vero che anche la persona più paziente, se aspetta un mezzo 50 minuti e non riesce a entrare perché è troppo pieno se la prende in primo luogo con l’autista. Prima delle telecamere si dovrebbe garantire un servizio più efficiente, con autobus più frequenti, più personale viaggiante. Il problema va risolto a monte. Noi siamo spaventati, ci sono stati dei periodi in cui il servizio era carente a livelli massimi per cui anche andare in giro con la divisa diventava un problema. Abbiamo tantissima paura, chiediamo continuamente le cabine blindate ma, ripeto, serve agire sulla qualità del servizio e delle infrastrutture di supporto: strade, semafori intelligenti. Bisogna portare il cittadino ad avere voglia di prendere i mezzi pubblici.

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