BARI – “E’ nostro dovere ricordare Aldo Modo, consapevoli ed orgogliosi di vivere nella Regione che ha dato i natali ad una delle più importanti personalità della storia recente del nostro Paese”. Lo ha detto il presidente del consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo, aprendo la seduta straordinaria e commemorativa della figura di Aldo Moro nel centenario della nascita (Maglie, 23 settembre 1916).

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“In qualità di rappresentanti istituzionali, di uomini politici e di pugliesi – ha proseguito Loizzo – rendiamo merito all’uomo, allo statista e al conterraneo, con semplicità e sincera partecipazione. Ricordiamo il suo impegno per costruire – ha spiegato – equilibri più avanzati nell’allargamento dei confini della nostra giovane democrazia. In quella lunga stagione di tensioni egli mantenne sempre fermo l’obiettivo di avvicinare i cittadini alle istituzioni e alla politica, quale premessa – secondo Loizzo – per completare il passaggio a una democrazia compiuta e per la realizzazione di un’alternanza di governo”.

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Loizzo ha sottolineato che Moro “antepose il tema dei doveri e dell’etica della responsabilità ad ogni opportunistica scorciatoia. Nel suo modo di pensare – ha continuato – si riflettono in maniera equilibrata tutte le esigenze che si presentavano nella dura opera per la riorganizzazione dello Stato dopo le rovine della guerra, per ripristinare le regole democratiche e per prefigurare una società basata sulla eguaglianza e sulla solidarietà. Valori cioè, che rappresentavano sin da allora, i due maggiori punti di incontro del pensiero cristiano e di quello marxista”. Per il presidente del consiglio regionale pugliese “il modo più giusto per onorare la figura di Moro – ha concluso – è quello di perseguire la strada della ricerca della verità sulla sua tragica morte, qualunque essa sia”.

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“Il 10 settembre 1946 ci fu l’accordo tra le varie componenti per definire i principi ispiratori della Costituzione. Moro definì questo accordo la felice convergenza. Oggi questa felice convergenza chi l’ha discussa e dove la ricaviamo?”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, parlando della riforma costituzionale nel suo intervento in consiglio regionale in occasione della seduta straordinaria. “Nell’università di Bari – ha proseguito Emiliano – Moro apparve immediatamente come un fuoriclasse. Era uno bravo, era talmente bravo che dopo le vicende del fascismo lo misero a scrivere la Costituzione. Mica l’hanno messo a scrivere come si fa adesso, che ti dicono ‘dobbiamo fare una riforma della Costituzione, vedi tu che cosa puoi scrivere. Speriamo che riusciamo ad approvare questa riforma'”. All’epoca, ha ricordato Emiliano, “adoperarono un sistema un po’ più adatto a scrivere le Costituzioni, cioè fecero delle elezioni ad hoc per eleggere un’assemblea costituente. Lì c’era il meglio dell’Italia antifascista e devo anche dire – ha spiegato Emiliano – che da questo punto di vista lui si ricavò un’autorevolezza, non solo nell’Università, ma persino nell’assemblea”. Secondo Emiliano, Moro “ebbe un ruolo enorme in un processo politico di riconciliazione del Paese, che poi non si è mai compiuto fino in fondo”.

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