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Infiltrazioni di acqua sui muri, termosifoni non funzionanti e distrutti da anni, topi e altri animali ritrovati nelle stanze, oltre all’impianto fognario da rifare. Non sarà un autunno facile per i circa 1.800 alunni dell’istituto tecnico ed alberghiero Ettore Majorana nel quartiere San Paolo. Anche quest’anno i ragazzi si trovano a fare lezione nonostante le evidenti problematiche della struttura. Carenze per cui la preside Paola Petruzzelli ormai da quattro anni chiede fondi all’ex Provincia e oggi alla Città metropolitana. Talvolta senza neanche ottenere una risposta.\r\n\r\nCalcinacci caduti dal soffitto per le infiltrazioni\r\n\r\nAd accompagnarci nell’istituto è la stessa dirigente, che subito ci mostra le grosse macchie su muri e soffitti causate dalle infiltrazioni. “La guaina – spiega – è da cambiare. Quando piove nelle aule e nei corridoi inizia a gocciolare e dobbiamo sistemare dei secchi per evitare allagamenti. Andrebbe rifatto tutto, invece i tecnici della Città metropolitana ci fanno solo dei semplici rattoppi ogni volta che li chiamiamo. L’ultimo intervento risale a due anni fa, ma poi appena ha piovuto l’acqua ha iniziato di nuovo ad invadere la struttura”.\r\n\r\n

\r\n\r\nL’acqua ha anche indebolito il soffitto, provocando saltuariamente la caduta di calcinacci in alcune stanze. Tre di queste sono al momento chiuse ed inagibili, tra cui “la cucina dimostrativa”, la zona dove i ragazzi cucinano durante gli eventi. In alcuni casi non si può parlare esattamente di “aule chiuse”, visto che mancano le porte di ingresso, scardinate e portate via dai ladri e vandali. “Quando sono arrivata 4 anni fa – prosegue la dirigente – mancavano tutte le porte. Siamo riusciti in gran parte a ripristinarle, tranne un paio che sono ancora da inserire”.\r\n\r\nTermosifoni distrutti e non funzionanti\r\n\r\nCon l’arrivo della stagione autunnale e, inevitabilmente, delle temperature fredde i ragazzi dovranno fare i conti con un altro problema: il riscaldamento. Al secondo e terzo piano della struttura, dove si trovano le aule in cui i ragazzi fanno lezione, i termosifoni non funzionano. In alcuni casi sono proprio distrutti, con il pericolo che qualcuno si possa far male con i metalli sporgenti. Il tutto anche in aule in cui i ragazzi fanno ancora lezione. “Sono anni che segnalo il problema – dichiara la dirigente – anche 4 o 5 volte al mese. Mi sento sempre rispondere che il costo degli interventi è elevato e che quindi bisogna aspettare. I ragazzi ormai sono sette anni che fanno lezione al freddo, non è normale. Senza contare poi che nelle aule anche le tapparelle sono distrutte”.\r\n\r\n \r\n\r\nGli altri problemi: Fogna, topi e personale mancante\r\n\r\nE queste non sono le uniche problematiche che la preside si trova a dover fronteggiare con i soli fondi dell’istituto. C’è ad esempio la fogna, che si intasa regolarmente a causa delle perdite d’acqua dai tubi. Ecco quindi che sin dall’avvio delle lezioni il 12 settembre, dai bocchettoni sul pavimento delle cucine dell’alberghiero fuoriuscivano liquami. Una situazione in cui i ragazzi negli anni si sono ritrovati spesso, ogni volta risolta grazie all’ausilio dei camion che spurgavano la fogna. “Naturalmente pagati a spese nostre – prosegue Petruzzelli – esattamente come la manutenzione del giardino esterno. E quando ho inviato i rendiconto agli uffici della Città metropolitana non ho ricevuto neanche una risposta”. Nonostante l’impegno del personale, però, il giardino interno ed esterno del Majorana ha ancora l’erba alta e attira all’interno dell’istituto ospiti inattesi. Negli scorsi giorni sono stati infatti ritrovati topi, vipere e scarafaggi.\r\n\r\n \r\n\r\nAccanto ai problemi della struttura, ci sono poi quelli di organico. Una questione non da poco per un istituto che rimane aperto fino alle 21 e che ospita anche corsi serali per adulti. A causa della legge sulla ‘Buona scuola’ – spiega la preside – mi ritrovo a tenere i laboratori di cucina aperti con sei tecnici, la metà di quelli che mi servirebbero. E qui ci è andata pure bene: stiamo portando avanti il laboratorio di Ottica senza neanche un tecnico, solo con l’impegno del personale docente”. Insomma, tanti problemi a cui far fronte e che, a detta della preside, sono anche peggiori negli altri due plessi dell’istituto, situati a Palese e a Casamassima.


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