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Ancora un nulla di fatto. Anche l’incontro di questa mattina al ministero dello Sviluppo economico non ha lasciato speranze per i 330 dipendenti della Natuzzi. L’azienda ha fatto partire le lettere di licenziamento. “Le bugie sono come i nodi: prima o poi vengono al pettine. Oggi sono rimasti definitivamente impigliati i nodi della Natuzzi”: è l’amaro commento a caldo del segretario generale della Feneal Uil Puglia, Salvatore Bevilacqua, al termine della riunione a Roma. “E’ inaccettabile che l’azienda si presenti ad un tavolo ministeriale  teso a scongiurare  gli esuberi  con le lettere di licenziamento inviate ‘nottetempo’ ai lavoratori”, tuona l’assessore al Lavoro, Sebastiano Leo.\r\n\r\nLa Regione infuriata: “La Natuzzi non ha accettato offerta della Regione”\r\n\r\nL’assessore Leo parla di mancanza di rispetto da parte della Natuzzi nei confronti del Governo. “Non solo si tratta di  una chiara mancanza di rispetto nei confronti del Governo, ma l’azienda è anche rimasta insensibile  rispetto alla formidabile opportunità offertale dalla Regione Puglia che  prevedeva, alla sospensione delle procedure di licenziamento, la fruizione di tre mesi di cassa in deroga ( a carico della Regione) – spiega l’assessore –  riscrivendo nel frattempo  un piano industriale ‘ad esuberi zero’. In più, condizione eccezionale, il Governo  ha  non solo fatto propria la proposta regionale, ma ha anche ‘esteso’ la durata a 12 mesi”.\r\n\r\nProposta che non è stata accettata.\r\n\r\n“Dopo 3 anni di lavoro sul piano industriale di rientro delle attività produttive esternalizzate dalla Natuzzi in Polonia- aggiunge l’assessore allo Sviluppo Economico, Loredana Capone- non comprendiamo come si possano giustificare i 300 licenziamenti. Natuzzi  non può  accedere ad ulteriori  finanziamenti pubblici con un progetto industriale basato sui licenziamenti.  Sono  certa perciò che dovrà riconsiderare questa posizione quando saremo davanti al Mise, con l’azienda e le parti sociali, per valutare il contratto di sviluppo richiesto dall’Azienda stessa”.\r\n\r\nPer lunedì 17 ottobre è stata convocata una nuova riunione con azienda e sindacati. “Sia chiaro – conclude Leo – però che si potrà accedere alla Cassa in deroga solo ed esclusivamente alle condizioni  che vogliamo ribadire perché siano molto chiare. Ritiro dei licenziamenti; rilancio della produzione;crescita della produttività;rientro dell’attività de localizzata  dall’estero e consolidamento dell’occupazione”.\r\n\r\n \r\n\r\nLa denuncia della Uil\r\n\r\n“L’unico fatto nuovo – spiega Bevilacqua della Uil – è che abbiamo avuto la ‘sorpresa’ delle lettere di licenziamento già partite, a dimostrazione che non c’era alcuna voglia di trovare una benché minima soluzione. Del resto a nulla è servita la disponibilità mostrata dalle Istituzioni: la Regione Puglia e la Regione Basilicata hanno ribadito la volontà di proporre un prolungamento al 31 dicembre degli ammortizzatori sociali, con la cassa integrazione in deroga; il sottosegretario Bellanova ha spiegato che il Governo è disponibile a concedere ulteriori possibilità in tema di ammortizzatori sociali con ampia autonomia da parte delle Regioni interessate e per aziende che vivono questo tipo di situazioni. Ma non c’è stato nulla da fare”.\r\n\r\n“Noi – prosegue il segretario Uil – come sindacati, abbiamo chiarito che da domani saranno messe in atto nuove forme di lotta ed ovviamente non riconosciamo più la parte di accordo che avevano concluso perché faceva parte di un pacchetto complessivo che non esiste più. Ai lavoratori sarà inoltre garantita l’assistenza da parte di un pool di avvocati. Certo è che per anni il patron Natuzzi ha parlato della sua azienda come di una famiglia e dei suoi lavoratori come di figli. Da domenica ne lascia per strada oltre trecento. Se questa è una famiglia…”.\r\n

Intanto prosegue lo sciopero. L’Usb fa sapere che il presidio continua così come il blocco delle merci a Natuzzi-Jesce2. A causa del blocco è già saltato il terzo turno di lavoro della giornata di ieri (12/10) e l’intera giornata produttiva di oggi (13/10).

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La replica della Natuzzi

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In merito al vertice di questa mattina l’azienda fa sapere che “in nessuno degli accordi siglati da tutte le parti al Mise, l’azienda si è mai impegnata a riassorbire nell’attuale organico del polo Italia i collaboratori in esubero. Che gli accordi sottoscritti, infatti, fissano l’organico del gruppo agli attuali 1.918 collaboratori, in regime di solidarietà, e prevedono la ricollocazione esterna al polo Italia di 370 unità – oggi scese a 300 grazie all’incremento dell’incentivo per la mobilità volontaria deciso da Natuzzi – presso soggetti terzi, nell’ambito delle iniziative di reindustrializzazione”.

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La nota continua: “Per superare i ritardi nell’attuazione del processo di reindustrializzazione del territorio – che non dipendono in alcun modo dall’azienda, ma dal perdurare di una congiuntura economica difficile e dall’assenza di imprenditori terzi disposti ad assumere in loco – Natuzzi ha varato, lo scorso 14 settembre, un nuovo Piano Sociale, rafforzando il progetto di ricollocazione Assist (con aumento dell’incentivo per le aziende disposte ad assumere gli esuberi a tempo indeterminato) e incrementando l’incentivo all’esodo volontario.  Inoltre, il gruppo si è impegnato formalmente a costituire una New.co, destinata alla lavorazione del taglio del poliuretano per le imbottiture, da svolgersi nello stabilimento di Ginosa, che in base al piano industriale presentato potrà riassorbire circa 104 collaboratori. Con questa misura, gli esuberi strutturali scenderebbero a 196. Il gruppo è fortemente impegnato a consolidare e mettere in sicurezza gli attuali 1.918 collaboratori che oggi lavorano in regime di solidarietà, per i quali negli ultimi due anni l’azienda ha già trasferito la produzione di oltre 200.000 sedute dagli stabilimenti esteri in Italia”.


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