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La passione per Bari declinata con la macchina fotografica. Ecco la mission della pagina Facebook #WeAreInBari, promossa dal quarantenne Alessandro Bavaro, dipendente Trenitalia: è così nata una comunità che unisce la passione per le foto con l’attenzione all’identità civica e alla bellezza.\r\n\r\nAlessandro Bavaro, come nasce l’idea Facebook #WeAreInBari?\r\n\r\n

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Alessandro Bavaro
\r\n\r\n”#WeAreInBari nasce in una fredda mattina di sabato 20 febbraio 2016 da una mia idea molto semplice: pura passione per la fotografia e valorizzazione dell’immagine di Bari e provincia. Già da qualche mese facevo parte di altri gruppi di fotografia amatoriale e non, ma per un motivo o per l’altro (principalmente la “condivisione” delle foto altrui senza autorizzazione dei legittimi proprietari) non mi andavano bene: alcuni per regolamenti incomprensibili, altre pagine perché troppo professionali e, volendo migliorare nella fotografia, non riuscivo a trovare i giusti “consiglieri” o meglio semplicemente persone disposte a perdere qualche minuto  in più non per un semplice like ma per un suggerimento tecnico adeguato. Nella pagina tutti possano confrontarsi sull’arte fotografica esprimendo al meglio il nostro amore per la nostra città”.\r\n\r\nDalla pagina alla community il passo è stato breve.\r\n\r\n”Abbiamo regole ferree:  divieto assoluto di qualsivoglia pubblicità di natura commerciale, niente oscenità o comportamenti aggressivi o poco costruttivi. Tutti possono esprimersi con le proprio foto, mai con immagini prese del web o copiate da altre pagine facebook o profili”.\r\n\r\nQuanti utenti partecipano?\r\n\r\n”Gli iscritti, ad oggi, sono 1.518: all’inizio eravamo in 50… Pochini all’inizio e mai, sinceramente, avrei immaginato anche solo per gioco e passione di arrivare a dover gestire questi numeri che, a mio avviso, iniziano ad essere interessanti. La partecipazione avviene con pubblicazioni continue e regolari (e non è semplice, ovviamente, cercare di non cadere nella banalità: Bari non è e non pretende di essere New York, ma si cerca sempre un dettaglio, anche nelle foto panoramiche, che renda unico e originale lo scatto, o anche più semplicemente con frasi, aneddoti, storie e storielle e addirittura anche con poesie che accompagnino ogni singolo scatto”. Gli utenti che pubblicano sono una cinquntina, il resto sono “whatchers”, cioè ammirano e basta perché amano guardare Bari con occhi innamorati. Abbiamo utenti che vivono negli Stati Uniti e tantissimi residenti in altre città”.\r\n\r\nCon che strumenti raccogliete le immagini?\r\n\r\n”Tutti! Dai cellulari alla reflex, dalle compatte alle mirrorless. Essendo puri amatori il concetto è semplice: non necessariamente le foto devono essere strepitose e/o tecnicamente perfette, anche se, con un pizzico di presunzione, alcune lo sono veramente grazie alla bravura di molti di noi, ma l’importante è che siano  “scattate col cuore”, insomma che trasmettano qualcosa. Non per niente, il motto del gruppo (coniato dall’altro amministratore, Benny Maffei,) è: #WeAreInBari emozioni fotografiche”. Ecco, noi vogliamo suscitare emozioni”.\r\n\r\nCi sarà una mostra degli scatti più belli?\r\n\r\n”Certamente! A 8 mesi di distanza dalla nascita del gruppo, pensiamo che i tempi siano maturi e proprio venerdì scorso ci siamo incontrati (25 di noi) per una cena in cui abbiamo condiviso idee e stiamo valutando sul come e dove esporre. Sarà entro il prossimo febbraio per festeggiare il primo anno della nostra comunità”.\r\n\r\nChe immagine emerge di Bari dal vostro racconto?\r\n\r\n”Sicuramente positiva. Le ombre, ogni tanto, ci sono anche qui, ma come amministratore del gruppo cerco sempre di mantenere le preferenze e/o esternazioni di carattere politico e i toni eccessivamente accesi od offensivi al di fuori del Gruppo, uno “strano splendido fenomeno sociale”, unito dall’amore incondizionato per Bari e la sua terra. Ci sono commercianti, liberi professionisti, impiegati, operai, studenti…”.\r\n\r\nCome coordinatore del progetto, trova facile sintonizzare questa iniziativa con il proprio lavoro?\r\n\r\n”All’inizio lo era, perché eravamo in pochi. Adesso è un po’ più difficile, soprattutto se si vuole (e io voglio) vigilare che vada tutto per il meglio, ma la cosa fantastica è lo splendido rapporto che si è instaurato tra molti utenti/amici che contribuiscono attivamente non solo a pubblicare, ma anche a segnalare anomalie ed eventuali c.d. “disturbatori”. Questa esperienza, nella sostanza, ha di fatto utilizzato al meglio le potenzialità di un social, gratificando un’arte, un’idea, una passione facendola sfociare in un qualcosa di meraviglioso…”.\r\n\r\n@waldganger2000\r\n\r\n 


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