Duro intervento del segretario generale della Cgil Puglia Pino Gesmundo sul tema della privatizzazione di AdP e chiede una immediata convocazione dei sindacati da parte del governatore Emiliano\r\n\r\n”L’operazione di fusione e di privatizzazione di Aeroporti di Puglia è a noi completamente sconosciuta sia negli elementi portanti, sia nelle ricadute sul lavoro. Non possiamo apprendere di questa operazione in corso dagli organi di stampa. E’ necessario un momento di confronto preventivo per capire che idea ha la Regione Puglia del futuro di Aeroporti di Puglia, quale il piano industriale se ce ne è uno, che determina una scelta piuttosto che un’altra, e i risvolti sul lavoro.\r\n\r\nSoprattutto ci chiediamo se non si sta prefigurando un futuro da colonia per un’azienda pubblica che ha un bilancio solido, ha avuto nel corso di questi anni uno sviluppo straordinario, ha infrastrutture di primordine che tutta italia ci invidia e si rischia di vedere gettato alle ortiche un lavoro di oltre dieci anni che ha portato la nostra struttura ad internazionalizzarsi, ad aprire nuove rotte verso il mercato orientale e medio orientale e delle più importati città europee in ossequio ad un disegno che a tuttora ci appare del tutto oscuro.\r\n\r\nI lavoratori sono allarmati, prosegue Gesmundo, perché non hanno notizie e il ruolo delle rappresentanze sindacali non può funzionare così. Abbiamo chiesto un incontro a Emiliano ma ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta circa il modo più efficace possibile di governare i processi di cambiamento. In mancanza di risposte conclude Gesmundo, metteremo in atto tutte le iniziative possibili non esclusa la mobilitazione. L’handling cioè l’assistenza a terra non si regge anche perché i costi superano i ricavi quindi la privatizzazione della sola infrastruttura (il gestore) comporterebbe ricadute pesanti sui lavoratori. E si perderebbe quel ruolo strategico che hanno oggi gli aeroporti pugliesi.\r\n\r\nLe nostre preoccupazioni, ribadisce MariaTeresa De Benedictis, Segretario Filt Cgil Puglia e Bari, non si limitano solo al destino dei lavoratori ma siamo allarmati per quello che potrà succedere anche ai nostri tanti operatori economici che grazie alla possibilità data di avere un hub a Bari e tanti collegamenti anche internazionali, abbiamo aperto la nostra realtà a nuovi mercati, nuove relazioni, nuovi rapporti.\r\n\r\nNon lasceremo passare operazioni oscure che riguardano oggi questa realtà e domani magari potranno riguardare Acquedotto Pugliese come se si trattasse di aziendine di proprietà privata e non beni pubblici di fondamentale importanza per la nostra Regione, con una loro storia e con competenze riconosciute da tutti”.

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