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Non avrebbe dichiarato 800mila euro incassati con la sua attività di neurologo: con le accuse, a vario titolo, di riciclaggio, evasione fiscale e intestazione fittizia di beni, il gup del tribunale di Bari Sergio Di Paola ha rinviato a giudizio il primario baresedel Policlinico, Vito Covelli, e altre quattro persone, ovvero due familiari del professionista, un commercialista e un direttore di filiale della Banca Popolare di Bari. A processo, per la responsabilità amministrativa degli enti, anche l’istituto di credito.\r\n\r\nI fatti si riferiscono al periodo che va dal 2007 al 2014. La vicenda nasce da un’altra indagine, ancora in corso, dal contenuto delle intercettazioni ambientali disposte in quel processo gli investigatori della guardia di finanza hanno ricostruito un presunto giro di evasione fiscale realizzato da Covelli ed accertato come il professionista avrebbe investito i soldi non fiscalizzati grazie alla complicità di un funzionario di banca, del commercialista e dei propri genitori. Stando a quanto emerso dalle indagini, coordinate dai pm Federico Perrone Capano e Lidia Giorgio, Covelli avrebbe riciclato così circa 800mila euro. Il processo inizierà il 6 aprile 2017 dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale del tribunale di Bari


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